Rassegna storica del Risorgimento
1861 ; UNGHERIA
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1962
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647
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La formazione del Regno d'Italia e l'Ungheria nel 1861 647
tamentc ad Interlaken, subito dopo Villaf ranca, nel corso del loro viaggio in Svizzera, il Keinény si era mostrato d'accordo coU'autico governatore sui fatto che la nazione lo avrebbe seguito, se egli si fosse presentato alla frontiera ungherese con la legione ungherese formata in Italia ed appoggiata da truppe francesi, *) Ancora nel 1861, sotto l'influsso della malafede del Governo austriaco nelle trattative destinate a provocare il rifinto e, quindi, lo scioglimento del Parlamento, il Kemény non. tralasciò di pensare alla possibilità di un aiuto da parte delle potenze europee. Su tale punto le sue speranze convergevano con quelle di Kossuth e degli altri capi della emigrazione.
Il Kemény aveva una certa conoscenza diretta delle due questioni dell'irredentismo italiano, rimaste aperte dopo il 1859, quella veneta e quella romana, per avere fatto un viaggio in Italia nel 1847. Già allora egli aveva osservato come lo dimostra una sua lettera 2J di quel tempo che gli Austriaci, con i quali venivano spesso confusi anche gli Ungheresi, erano odiatissimi nel Veneto e che l'accordo doganale proposto da Pio IX veniva considerato come un primo passo verso l'unità nazionale. L'azione dei romanzi pubblicati dal Kemény tre anni più tardi ha per sfondo: Venezia il primo, Roma il secondo.3) Il protagonista di ambedue le opere discorre non soltanto delle bellezze naturali ed artistiche delle due città e dei loro dintorni, ma anche delle condizioni politiche ed economiche disperate, causate dal malgoverno; nel primo romanzo sentiamo pronunciare i nomi del Manin e del Tommaseo.4) Non possiamo, quindi, dubitare della giustezza dell'osservazione scritta su un periodico contemporaneo 5) che il Kemény, cioè, intendesse studiare in tale viaggio la situazione politica nel Veneto. E ciò continuava ad interessarlo anche nei 1861.
H Kemény non sempre firmava o contrassegnava i suoi articoli nel Pesti Napló, ma anche i suoi collaboratori lavoravano seguendo le sue direttive. Particolarmente la rubrica delle Notizie dall'estero era da lui molto curata, perchè egli volle educare il suo pubblico ad una valutazione realistica della politica europea. In ciò era aiutato in modo particolare dallo spirito vivace dell'amico Miksa Ifàlk. il quale viveva a Vienna, insegnava la lingua ungherese all'imperatrice Elisabetta, ed aveva la possibilità di consultare la stampa interna ed estera, provvedendo il giornale delle notizie più tresche. Accanto a notizie inglesi e francesi spesseggiano quelle italiane e particolarmente quelle venete, non soltanto nella detta rubrica molto nutrita, ma anche tra le recentissime Notizie della sera.
Già nel numero del 1 gennaio 1861 si legge un articolo di fondo sulle condizioni economiche del Veneto. Si parlava del progetto di far vendere Venezia dall'Austria al Piemonte, e l'autore cerca di tirare un bilancio del passato. La popolazione del Veneto così egli nota non ha nessuna fiducia nella carta- moneta austriaca e cerca di liberarsene. Se uno non può far a meno di accettarla,
1) V. la lettera di Kossuth a Pulszky del 31 agosto 1859, in PUI,SZKY FEUENC, Élciem és korom I La mìa vita e la mia età /, Budapest, 1958, voi. II, pp. 212-214.
2) 5 dicembre 1847 a Miklós Wesselcnyi. ZOLTÀN FEHENCZY, B. Kemény Zsigmond Inveiti B. Wesselényi Miktóshos és B. Jósika Miklóshos / Lettere del barone Zs. Kemény al b, Miklós Wesselényi e b. Miklós Jósika/, Irodalomtrt, Kozl, 1910, p. 262.
) A sziv órvényai / Gli abissi del cuore /; Férj és no j Marito e moglie /, Budapest, 1851. Òsszes MUvei III-IV. kSl., Budapest, 1896-97.
*) A ssiv Sriiényei pp. 8,77; F. PAPI, op. di., voi. I., p. 382 ss.; Férj és no*, p. 48 ss. s) Pesti Divuùap, 30 settembre 1847; F. PAPP, op. eìt voi. L, p. 385.