Rassegna storica del Risorgimento
AMAT DI SAN FILIPPO E SRSO LUIGI ; ROMA ; MUSEI ; STATO PONTIFI
anno
<
1963
>
pagina
<
181
>
Vita dell'Istituto
vanni Zoppi. Gli eletti hanno provveduto a cooptare come consiglieri aggregati: rag. Pietro Angioli, col. Giacinto De Stefani, dott. Aldo Guercio, dott. Luciano Sacco, rag. Libero Spandonaro. Le cariche sociali sono state così distribuite: ou. Livio Pivano, presidente; prof, Francesco Poggio, vicepresidente; coL Giacinto De Stefania, segretario tesoriere.
II Comitato si propone di svolgere un ciclo di conferenze in collaborazione con la Società Dante Alighieri .
* *
BARI. - Togliamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 novembre 1962 il resoconto di una conferenza del presidente del Comitato, prof. Michele Viterbo,
Alla presenza di numerosissimo pubblico, che gremiva il salone di rappresentanza dell'Amministrazione provinciale, ho avuto luogo, promossa dall'Università popolare, un'interessantissima manifestazione culturale, durante la quale è stata presentata l'opera del prof. Michele Viterbo: " Da Masaniello alla carboneria ", edita dalla casa editrice Laterza di Bari.
Fra le autorità erano presenti alla manifestazione il prefetto, dott. Pietro Tedesco il questore, dott. Locureio, il provveditore agli studi, dott. Gentile, il vice prefetto, il dott. Santini, in rappresentanza del sindaco ed un folto gruppo di alti funzionari ed illustri professionisti.
Dopo aver salutato il prof. Viterbo, il presidente dell'Università popolare, prof. Alberto Del Sordo, ha messo in luce l'importanza che riveste l'opera dell'autore di ** Da Masaniello alla carboneria'*, soffermandosi sulle pagine più significative, ascoltato con attenzione e interesse dall'uditorio. Egli si e soffermato a considerare i motivi ispiratori dell'opera e, in particolare, sulle figure di De Deo, Gaia e altri, eroi e martiri della Rivoluzione napoletana del 1799. Non è possibile riportare interamente l'esame critico che il prof. Del Sordo ha fatto dell'opera del Viterbo, che certamente rimane, com'egli ha affermato, il più. valido contributo alla valorizzazione e alla conoscenza delle gesta dei nostri padri al progresso civile, morale ed economico del nostro Paese, Ha concluso dicendo che Michele Viterbo ha, con la sua opera, innalzato agli eroi, ai martiri, agli scienziati del Mezzogiorno un degno monumento, destinato a perpetuare, attraverso le generazioni, il ricordo delle virtù dei nostri padri, la loro saggezza, la loro grandezza.
Ha preso quindi la parola il prof. Viterbo, che ha svolto il tema: " Revisione critica della Storia del Mezzogiorno ".
L'oratore, rivolto un saluto alla città di Brindisi, ha messo rapidamente in luce i grandi fatti della storia del Mezzogiorno, che dovrebbero avere maggior risalto nella storia ufficiale o in quella che si insegna ai giovani. La plumbea questione meridionale non è fatta di solo pane, di sole opere pubbliche, di sola materia, ma ha profonde esigenze spirituali, tanto più che il Mezzogiorno ha avuto, a intervalli, periodi di storia luminosa e creativa* Specialmente il Viterbo ha accennato alla parte da noi avuta nella prima civiltà italica, e poi alla insurrezione pugliese guidata da Melo, alla monarchia di Apulia e Sicilia, al grande movimento di pensiero del Settecento. Nessuna interpretazione fatua-mente ottimistica della storia nostra, ha detto l'oratore, ma il solo fatto che tutte le volte, dopo secoli bui di decadenza e di squallore, siamo risorti a vita nuova, sta a dire che abbiamo innegabili forze di recupero.
Venendo all'epoca risorgimentale, il prof. Viterbo ha fatto una stringente sintesi sul grande apporto del Mezzogiorno alla causa nazionale, dagli albori del Risorgimento alla Carboneria, sorta nel nostro Sud, e la cui opera va rivendicata in pieno. L'oratore cita a tal riguardo fatti ed episodi che interessano vivamente il pubblico, e rammenta che la Carboneria lucana e pugliese ebbe anche aneliti di europeismo, tanto ohe una delle sette del tempo s'intitolò con chiara intuizione del futuro, Lega Europea. E conclude la brillante conferenza esortando i giovani a studiare, approfondire e illustrare l'opera dei padri nostri. Grandi generali applausi hanno salutato l'oratore .
181