Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; TECNICA
anno <1963>   pagina <202>
immagine non disponibile

202 Luigi Bulfereui
descrizione archivistica del materiale tuttora conservato possa riuscire di qualche utilità per la storia della tecnica nei decenni del Risorgimento che videro un certo ammodernamento nella struttura produttiva del Regno Sardo, quasi preludio a un più intenso movimento che si può pure ricondurre alla rivoluzione industriale, se di essa si può parlare per l'Italia negli anni precedenti l'unificazione.
I privilegi concessi in materia di opere dell'ingegno o di ritrovati comunque sfruttabili nel processo produttivo avanti il secolo XIX, talora con formule analoghe a quelle dell'investitura o con l'accompagnamento di investiture, appaiono rimessi all'arbitrio del principe, sia pure con giustificazioni o motivazioni contenute nei preamboli nei quali ricorreva la menzione della pubblica utilità o felicità, ossia con qualche argomento inerente al pubblico interesse, del quale, per l'appunto, pressoché unico arbitro era il principe. Limitatamente alla convenienza economica, per lo Stato o per la collettività, poteva esprimersi la Camera dei Conti, in quanto il privilegio interessasse direttamente o indirettamente la finanza dello Stato, e per certi riflessi giuridici, se del caso, i Senati e il Consolato del commercio: organi tutti senza una specifica competenza tecnica, che non fosse quella economicofinanziaria o quella legale. Né badiamo agli orga­nismi corporativi, ai quali quegli organi si sostituivano progressivamente, parallelamente all'accrescersi delle manifatture nei confronti dell'arti­gianato. Prescindendo dalle opere dell'ingegno non riguardanti diretta­mente il processo produttivo il cui regolamento, a parte i riflessi interes­santi le censure, sboccherà nelle norme sui diritti di autore, e limitandoci ai privilegi e alle privative che saranno disciplinati come privative o brevetti industriali, Osserviamo che soltanto nel secolo XYIII poterono essere dal principe concessi sentito il parere di qualche organismo più. intrinsecamente tecnico, ossia più competente circa i modi della loro realizzazione e circa la loro rispondenza alle esigenze razionali della pro­duzione. Tali il magistrato della riforma o l'università di Torino e, soprat­tutto, l'Accademia delle Scienze e l'Accademia di Agricoltura di Torino.
Ci limitiamo qui ai privilegi concessi col parere dell'Accademia delle Scienze, tuttora conservati nell'Archivio di Stato di Torino, e quindi facil­mente accessibili agli studiosi. Essi incominciano praticamente8) con la
]) Gfr. la mia premessa alle monografie edite nel 1961 dal Comitato di Torino dell'Isti­tuto per la storia del Risorgimento italiano e il fascicolo dedicato alla rivoluzione indu­striale da Studi storici, 1961.
*) Pel secolo XVTTL esiste soltanto, secondo lo spoglio del dott. Locorotondo, ohe ba collaborato con la presente descrizione archivistica, sub Regia Università, mazzo 2 d'addizione, fase. 50,1785, maggio - 1786, gennaio: Pareri (privati) degli abati Masino e Caluso dell'Accademia delle Scienze di Torino sull'opera del canonico Fontaine inti­tolata Le véri tallio systeme do la nature, la dócouverte d'un fluide, cause première