Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; TECNICA
anno
<
1963
>
pagina
<
207
>
Fonti /UT la storia tlelUi tecnica in Italia 207
se le proposte esaminate sono sovente cervellotiche, traspare l'ansia della velocità nella proposta di navigazione aerea (cfr. 48) e del telegrafo (cfir. 83), mentre la macchina elettro-magnetica già compare (cfr. 54, 115), e destano preoccupazioni- le fonti di forza motrice per le sempre più numerose e grosse manifattore: a proposito delle ruote idrauliche e delle turbine presenta notevole interesse rincarto sub 68. Nomi ben noti nell'industrializzazione della Penisola incominciano a farsi avanti: così quelli dei Falck {sub 74 e 79), quello di Camillo Cavour per il brillatoio di riso e per la fabbricazione dei concimi chimici (il problema dei concimi era oggetto di molte proposte: cfir. per es., 81), che riguarda anche lo sviluppo dell'industria chimica (in primis della produzione dell'acido solforico, come ha esposto il Loria in un lavoro in corso di pubblicazione) e della produzione del ferro (per l'acciaio cfr. 79. Sul perfezionamento della produzione dell'acciaio interessante l'incarto sub 95). La mancanza di combustibili minerali era, però, forse il problema di fondo di tutto il processo di industrializzazione, come si vede negli incarti sub 93, 97, 114, 121 e l'attività dell'Accademia delle Scienze nel periodo preunitario pare conclùdersi col concorso importantissimo del 1856 per una descrizione idrografica del regno sardo in vista dell'utilizzazione dei corsi di acqua per la forza motrice mancando le miniere di combustibili fossili; le proposte degli inventori erano apparse sinallora inadeguate e anche disorientate nei tentativi di risolvere il gravissimo problema e l'Accademia (per es., 116), oltre a riferire sulle singole proposte, riteneva opportuno intervenire allo scopo di stimolare e indirizzare per quanto l'ambiente politico-sociale stesse rapidamente mutando sotto la spinta del liberalismo cavouriano nonostante le resistenze di molti privilegiati specie perpetui.
Ancora nel 1852 taluno *) ispirato da un moderato liberalismo, mentre combatteva la perpetuità dei privilegi, notava chc più conformi alle regole di saggia legislazione sono que' privilegi che a tenore del vigente diritto stabilito colle RR. PP. 28 febbraio 1826 s'accordano agli inventori di nuove ed utili scoperte, a quelli che vi danno perfezionamento, o che da paesi stranieri le introducono nello Stato .
'I Disumanò di diritto amministrativo pubblicato con l'autorizzazione del governo dall'uvv. L. VlCNA e da V. A LIBERTI, Torino, 1852, voi. V, sub voce Privilegi, che esordisce; a Se dovessimo trattare dei difetti delle leggi considerate nei rapporti contadine pubblico, ed in quanto riguardali il migliore interesse della nazione, noi porremmo tostamente in primo ordino i privilegi, ossia quelle leggi ebe accordano speciali diritti o speciali esenzioni ad una classe di cittadini coll'assoluta esclusione di quelli che non tengono alla classe verso cui i governi, in virtù di formali sanzioni o di vecchie costumanze, largheggiano favori personali o reali . Ma poi osserva : Non ogni privilegio deve essere bandito dallo Stato, ma la sola perpetuità .