Rassegna storica del Risorgimento

1789 ; NAPOLI (REGNO DI) ; SALERNO ;"MAGAZZINO ENCICLOPEDICO SA
anno <1963>   pagina <252>
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252 Alfredo Capone
zone della sua provincia il rapporto fra i ceti sociali, nel passaggio dalla vecchia alla nuova economia si era trasformato ed era maturato più rapidamente che in altre regioni del Regno, sì che la borghesia cittadina si mostrava più pronta a cogliere ed impadronirsi dei temi del riformismo;1) sia perchè a Salerno esiste­vano tradizioni culturali ancora in qualche modo operanti, le quali ora, tra la prima e la seconda metà del Settecento, si avviano verso una necessaria e feconda trasformazione: il tramonto definitivo di vecchie e superate istituzioni, il com­parire delle nuove correnti di pensiero illuministe e riformiste, la cui fortuna anche a Salerno è legata al nome di Antonio Genovesi, ad opera del quale, soprat­tutto, esse vengono più largamente diffuse e rese civilmente operanti.
Nel 1789, l'Università di Salerno, con i suoi insegnamenti di medicina e di diritto, apparve al Galanti tapina . Se, infatti, i medici di Salerno continua­rono, anche dopo la metà del '600 la loro attività letteraria e la riforma della
*' GALANTI, op. cit., pp. 189216, passim* era stato colpito dalla oppressione eser­citata sulla città dai diritti de1 feudi e delle chiese ; da una parte tutto vi era assorbito dalle chiese e dai monaci , dall'altra la nobiltà locale era formata da poche famiglie, i membri delle quali si sono eretti in despoti sì che tutto e nelle loro mani: nobile è il maestro di fiera... . Pure il commercio per cui Salerno andava famosa, gli apparve come un fenomeno passivo, perchè forse non si crederà che gli abitanti non esercitano alcun commercio: essi si contentano di locare nella fiera le loro case a' negozianti di Napoli e del Segno .
In realtà anche a Salerno, come altrove, la nobiltà, in decadenza, era andata per­dendo ogni potere effettivo , sia politico, sia economico, a vantaggio del ceto dei civili che avevano rosicchiato ai margini dei possessi feudali (cfr. Borghesia provinciale e contadini nel 1799, in R. MOSCATI, il Mezzogiorno d'Italia nel Risorgimento, Messina, 1953, p. 75). E se la carica di maestro di fiera era appannaggio della famiglia Ruggì, questa, fin dalla prima metà del '700, aveva perso quasi tutti i suoi privilegi, e nella seconda metà, i suoi membri erano ridotti poco meno che alla miseria (cfr. A. SEMNO, La fiera di Salerno, in Rassegna storica salernitana, a. XVIII (1957), n. 14, p. 37 sg.). Prendeva invece sem­pre maggior consistenza a Salerno quel ceto civile, che nelle sue assemblee per la scelta degli eletti, tradizionalmente annoverava fra i suoi membri solo i dottori in legge e medicina, i notai, i cittadini facoltosi (A. SlNNO, op. eit., p. 30). Questa classe era for­mata spesso dai titolari di fortune fondiarie nella piana di Salerno trasferitisi in città (ti­piche sono ad cs. le vicende della famiglia Mantenga originaria di Gauro, Casale di Giffoni, proprietaria di ricchi fondi, inurbatasi nei primi decenni del '700, che detto a Salerno numerosi esponenti della borghesia colta e poi, nel 1799, Tommaso, uno dei repubbli­cani più in vista; cfr. Libro di memorie principiato dal fu nostro Padre Dottor D. Matteo Mantenga,., manoscritto del 1736 presso la Biblioteca provinciale di Salerno); da grossi e piccoli funzionari degli uffici e magistrature della città; inoltre da un ceto di grossi com­mercianti o comunque borghesi che vivevano ai margini dell'attività mercantile e della Fiera, che pure nel secolo XVIII era al centro della vita della città (Cfr. A. SINNO, op, effe, p. 53). Uno studio sulla consistenza delle classi sociali nel Salernitano con parti­colare attenzione alle distribuzioni della proprietà fondiaria manca, anche se per altri aspetti vi sono delle ricerche interessanti di carattere particolare come M. Gioirei, L*indu-stria e il commercio della luna e dei cuoiami in S. Cipriano Picenlino nei seco, XVI-XVIII, in Rassegna storica salernitana, a. XIX (1953) e A. SINNO, Commercia a industria nel Salernitano del XII ai primardi del XIX oc, Salerno, 1954-1955. Dei suggerimenti preziosi per Io studio di questi problemi si trovano in P. VILLANI, Risultati della recente storiografia e problemi delta storia dei Regno di Napoli (1734-1860) in Mezzogiorno tra riforme e rivolu­zione, Bari, Laterza, 1962. Sul comune di Eboli cfr., nello stesso volume. Lotte per l'indi vidualismo agrario in un comune del Mezzogiorno (1700-181 S) pp. 139-183.