Rassegna storica del Risorgimento
1789 ; NAPOLI (REGNO DI) ; SALERNO ;"MAGAZZINO ENCICLOPEDICO SA
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1963
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255
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// Magazzino Enciclopedico Salernitano 255
Ne facevano parte molti nobili membri della famiglia Galdi, patrizi di Salerno e di Cava, alti funzionari della Regia Udienza di Salerno e alcuni avvocati presso i Superiori Tribunali di Napoli. D voto espresso dall'Accademia, all'atto della sua fondazione fu che essa avesse ... a crescere più in meriti con la Chiesa Santa e col Principato, contro li serpeggianti errori Blasonici, che abbiamo preso di proposito ad impugnare . L'esistenza e la diffusione della massoneria e della filosofia d'oltralpe avevano provocato nel fondatore dell'Accademia il proposito di debellare un nimico sì fior proveniente <c da galliche tene il quale con Dio sprezza i monarchi e con insania, e morte oscura il cicl d'Ausonia; mentre altri accademici dichiarano di voler salvare la fé, ... i troni contro le arti Tee degli atei.
Noi non conosciamo finora quali siano state la reale diffusione e la penetrazione a Salerno di libri, idee, correnti di pensiero e movimenti d'oltralpe, ma certo essi si diffusero a Salerno notevolmente, sì da provocare da una parte le preoccupazioni dei nobili Immaturi e da sollecitare dall'altra la mente e lo spirito di Antonio Genovesi.
Egli, dopo avervi insegnato per due anni retorica, si era staccato D dal Seminario di Salerno per trasferirsi a Napoli, dove per il resto della sua vita si sarebbe prodigato a dare tutto un nuovo orientamento alla cultura del Regno.
Se non vi fu un'influenza diretta del Genovesi sulla vita della città, pure le ripercussioni della sua opera, furono a Salerno l'evento più importante di quegli anni e segnarono finalmente il passaggio a una concezione moderna ed europea della cultura. Come in altre province, i canali di diffusione del pensiero e dello spirito genovesiani furono soprattutto il rinnovamento della pubblica istruzione e l'opera dei suoi numerosi allievi sparsi in tutte le province.2) Qui la riforma della scuola assunse una particolare importanza; perchè, a differenza di Napoli, per la mancanza di attivi gruppi di avanguardia, la cultura nuova rimaneva spesso confinata nelle biblioteche di pochissimi, sicché la riforma della pubblica istruzione che segui la cacciata dei gesuiti dal Regno rappresentò, in qualche modo, il luogo di incontro con lo spirito laico e scientifico, e al tempo stesso civilmente impegnato, della filosofia genovesiana.
La scuola nel pensiero dell'abate salernitano lungi dall'essere espressione di una élite, doveva incontrare largamente le esigenze del popolo. Ed egli, che già nel 1754 aveva tracciato le linee di mia istruzione e di un sapere lontani da ogni intellettualismo, tutti rivolti al progresso civile e politico della società, si era preoccupato in modo speciale della educazione della gioventù delle provin-
J) F. VENTURI, Il movimento riformatore degli illuministi meridionali, in Rivista tunica italiana, a. LXXJ V (1962), n. 1, p. 6. L'arcivescovo di Salerno Fabrizio di Cupnn aveva apprezzato l'ingegno del giovane Genovesi, ordinato Suddiacono, il quale, grazie pure ai buoni affici dello zio, D. Sabba! n Alfimto, sacrestano maggiore del Duomo, fu nominato a 24 anni maestro di retorica in quel Seminario (cfr. A. CUTOLO, Le memoria autobiografiche di A. Genovese edita ed illustrate, in Archivio storico delle province napoletane. Nuova serie, voi. X, p. 241). Né il soggiorno salernitano trascorse senza lasciar traccia sulla formazione intellettuale del Genovesi; che, frequentando la famiglia Capograssi e il canonico Cavaseliee, ebbe modo di leggere numerosi classici ed opere antiche e moderne (A. CUTOLO, op, cit., p. 265).
2) Per l'attività della scuola genovesiana in Calabria, cfr. G. CINGAM, Giaco bini e Sanfedisti in Calabria nel 1799, Messina, D'Anna, 1957, cnp. IX, 3.