Rassegna storica del Risorgimento

1789 ; NAPOLI (REGNO DI) ; SALERNO ;"MAGAZZINO ENCICLOPEDICO SA
anno <1963>   pagina <263>
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Il Magazzino Enciclopedico Salernitano 263
11 moderatismo di questi riformiati salernitani della generazione di mezzo che diventa talvolta schietto conservatorismo, è ben comprensibile, perchè essi, inseriti vantaggiosamente nel quadro dell'assolutismo borbonico, non erano affatto toccati da quella drammatica crisi che travagliava la nobiltà napoletana, la quale dette perciò al movimento riformistico della capitale una nota più filosofica, utopica e potenzialmente rivoluzionaria. Onde essi che non avevano alcun interesse a mettere in discussione l'intero sistema (e questo soprattutto ei pare il significato della polemica del Grippa col Filangieri) si mostrano preoccupati innanzitutto di consolidare e di aumentare i vantaggi che ad essi venivano dalla situazione presente. l) Da questo punto di vista, certamente lo scritto più indicativo è la recensione di Giuseppe Grippa ai celebri Pensieri economici relativi al Regno di Napoli di Giuseppe Palmieri.2) Nei Pensieri Fautore, come è noto, affronta i problemi più vivi e più discussi riguardanti l'industria,. il commercio, l'agricoltura del Regno, soffermandosi in modo particolare sulla industria della seta, la produzione e il commercio dell'olio e del grano, l'annoso e controverso problema del Tavoliere di Puglia, i demani, nello spirito di un pro­tezionismo pratico e temperato .9) Il Grippa segue in linea di massima l'impo­stazione del Palmieri e ne sottolinea gli argomenti con calcoli minati circa l'am­montare complessivo, ad esempio, dei dazi, a Salerno, su una libra di seta e su una botte di 50 stari di olio; spesso preferisce non esprimere un proprio parere, come ad esempio in merito alla controversia fra chi sostiene un moderato pro­tezionismo (Palmieri e Caracciolo) e chi invece un deciso liberismo (Cantalupo). Nel riferire il pensiero del Palmieri sul Tavoliere dì Puglia, il Grippa conviene completamente con l'autore dei Pensieri sulla necessità di abolire il sistema, in modo che i terreni che compongono il Tavoliere passassero nella proprietà de* privati . Egli sottolinea il suo consenso sviluppando alcuni motivi che sembrano in contraddizione con la sostanza della sua polemica filobaronale e antifilangieriana di qualche anno prima. Nota infatti a proposito dei privilegi accordati ai pastori del Tavoliere (privilegi che colpivano i proprietari di bestiame costretti a comprare il pascolo in determinati terreni) come in ogni Società ben istituita, e ben governata i dritti, ed i doveri degli individui che la com­pongono devono essere uguali. Ogni distinzione, ogni prerogativa, ogni esenzione, ogni privilegio, che si accorda o ad un individuo solo di essa, o ad una classe intera di cittadini, quando non sia per un deciso bene dello Stato, che vale a dire della società medesima, è una manifesta ingiustizia perchè distrugge l'egua­glianza... . In realtà la preoccupazione principale del Grippa, il quale aveva sì difeso l'ordine dei baroni, ma lo voleva privato di ogni giurisdizione feudale,, sembra essere soprattutto la difesa della grande proprietà terriera, contro ogni intervento dello Stato; a tale scopo serviva bene il sollecitare una borgheaizza-zione dei feudi, una privatizzazione dei demani e infine richiedere mano Ubera nei rapporti di lavoro nelle campagne. *) Il Grippa condivide con il Palmieri e
*) Sul carattere della borghesia meridionale e sui suoi rapporti con la nobiltà, cfr. N. CORTESI-;, Stato e ideali politici, op. ài., cap, IV.
29 Magavano, pp. 49-54; 57-61; 65-69; 129-136; 153-156; 161-164.
3) Cfr. T. FORNAHf, Delle teorie economiche nelle provinco napolitano, Mlunn, Hoopli,
1882, voi H, p, 337,
*) Sui rapporti fra borghesia e contadini, cfr. R. VILI, ARI, Le campagne meridionali e il movimento riformatore, in Mezzogiorno e contadini nell'età moderna, Bari, Laterza, 1961.