Rassegna storica del Risorgimento

1789 ; NAPOLI (REGNO DI) ; SALERNO ;"MAGAZZINO ENCICLOPEDICO SA
anno <1963>   pagina <264>
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264 Alfredo Capone
il Filangieri la tesi della necessità di abolire i demani a favore dei privati proprietari e protesta che ì demani non servano neanche allo scopo per il quale sono mantenuti, giovare cioè ai contadini poveri: 11 timore di nuocere a questa classe infelice di cittadini, i quali sarebbero peraltro i primi a profittare della vendita de' demani, questo timore io dico distoglie i nostri legislatori da tuia intrapresa che potrebbe forse far mutare d'aspetto l'agricoltura nell'Europa. Ma il principio che deve regolare il passaggio dei terreni demaniali in mani pri­vate è che i futuri proprietari possono ben coltivarli. Ma i non possedenti, i poveri non meritano la preferenza? Sì certamente (sottolinea il Grippa rife­rendo il pensiero del Palmieri) qualora abbiano la richiesta facoltà di ben col­tivare: vai quanto dire qualora l'interesse della nazione non si offende .
A conclusione della lunga recensione dell'opera del Palmieri, il Grippa aggiunge un suo scritto dal titolo Desiderj per i vantaggi dell'Agricoltura. Alcuni di essi si riferiscono specificamente all'agricoltura, altri all'intero sistema finan­ziario del Regno. Egli, polemizzando esplicitamente contro certi aspetti sociali della politica riformistica, rifiuta qualsiasi intervento dello Stato nell'agricol­tura: nò premi, né pene... né Monti frummentarj, né sovvenzioni a' poveri coltivatori... né leggi che prescrivono come si debba coltivare, né soprantenden-ti ecc. , convinto com'è che da tutto ciò non possano derivare che ingiustizie, oppressioni, avvilimenti, furti, frode, ferite a' sacri diritti della libertà e della proprietà... . Chiede invece che sia abolito il divieto di poter chiudere i ter­ritori , di poter recidere i boschi , di bruciare le restoppie prima del 15 agosto di ogni anno; che sia proibita la caccia delle quaglie nei campi seminali; che vengano costruite nuove e più numerose strade che facilitino gli scambi da un paese all'altro, e infine che sia abolito interamente il sistema de' dazj indiretti per il commercio interno del Regno; e che siano tolte ancora tutte quelle prestazioni, che si pagano sotto il titolo di passi, di ponti, e di scafo . E accanto a queste richieste piene di buon senso, del rèsto già largamente avanzate da altri scrittori, il Grippa propone altresì una generale riforma del sistema de' dazi, preceduta dalla rettificazione delle finanze . Essa in sostanza ripete motivi già noti: far passare tutt'i terreni, ed i predi urbani nelle mani de' privali..., e tutt'i vettigali, e gli uffici, che riguardano l'esazione de' tributi nelle mani del fisco ; propone che si lascino sussistere solamente le dogane d'introduzione e di estrazione ed infine, in contrasto col principio fisiocratico della imposta unica sulla terra, sostenuta dal Filangieri e dal Cantalupo, richiede una imposta che gravi senza esentare persona alcuna, ed a proporzione delle rendite nette, sopra i terreni ed i predi urbani .*'
Il Grippa era quello, fra i collaboratori del Magazzino, che si era meglio impadronito dei temi del riformismo e che ne aveva meglio affermato la sostanza politica.
Par dì netta ispirazione gcnovesìana, infatti, il lungo scritto Esame ragio­nato delle diverse maniere di seminare il grano di Gennaro Fiore rimane un saggio accademico e di scuola. Tutto pervaso da quello spirito filosofico che quasi annoiato dagli spazi immensi già corsi dietro le astratto e quasi incomprensibili idee, si è veduto tornare ad occuparsi delle cose ohe hanno più vicini rapporti
') Questa opinione del Grippa, ricordata anche dal Fornari (op, cit.t p. 363), sarà da lui ripresa più tardi e sviluppata nello scrìtto Modo di praticarsi por la ripartizione del tributo su i terreni e sui predii urbani pubblicato nella sua Apologia.