Rassegna storica del Risorgimento
1789 ; NAPOLI (REGNO DI) ; SALERNO ;"MAGAZZINO ENCICLOPEDICO SA
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1963
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267
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JI Magazzino Enciclopedico Salernitano 267
tazioni, un. disincagliamento infine del commercio interno. *) D Pccorari si mostra qui, come negli altri suoi scritti, fautore in un moderato protezionismo, vicino, in questo, al Caracciolo e al Palmieri. Seguace invece dì un liberismo ben più conscguente e radicale era Domenico di Gennaro, il cui nome è pure legato alla rivista salernitana.
Del di Gennaro il Magazzino pubblica una Memoria sulla Ubera vendita del Pane, della Farina, del Fiore, e di qualsivoglia altro genere, e lavorìo di Paste, che si dice volersi introdurre in Napoli, che è eertamente lo scritto di economia più acuto e lucido di quelli apparsi sul periodico.2)
La Memoria, che segue immediatamente il Saggio del Pecorari, è ben più radicale sia nella denuncia dei mali dell'economia dei grani, sia nei rimedi che egli propone, lontano da una concezione solo formale della libertà economica quale era affiorata nella Lettera del Pecorari.
La Memoria che prende spunto dal progetto di rendere libera a Napoli la vendita del pane, della pasta, ecc. ed è per metà dedicata a criticare le forme di libertà che si sono introdotte a Napoli nel commercio dell'olio e del pesce. Esse non sono libertà vere e reali, ma libertà precarie, che dipendono dall'arbitrio altrui strascinando seco la confusione, e cagionano forse un male, ed un monopolio non inferiore a quello che era cagionato dallo stato di divieto, e di restrizione . Il commercio dell'olio, nominalmente libero, in realtà è schiavo sia della Deputazione che ha il compito di provvedere a una riserva del prodotto, in caso di necessità, ma che ne incetta una quantità prodigiosa, e per necessità la deve vendere a carissimo prezzo ; sia di.un corpo di doviziosi negozianti li quali a motivo dell'obbligo contratto di non far mancare la vendita de' lor'olii, godono parecchie esenzioni, e privilegi, e ciò non ostante non vendono che allo stesso prezzo della Deputazione . In pratica è questa quindi che unisce col fissare, in misura artificiosamente alta, il prezzo dell'olio.
Il mercato del pesce, pure nominalmente libero, è analogamente manovrato da chi ha tutto l'interesse a rendere nulla tale libertà. Ci sono corpi, consolata, subalterni civici ed altri , che per poter continuare a dispensar licenze ad esiger diritti, a favorire gl'ingrettamenti si servono dei capipescivendoli, o così detti par sonali a loro collegati... e strettamente uniti che vengono incaricati di far rincarare il prezzo del pesce sì da provocare il ripristino dell'assisa precedentemente abolita.
Ma come? si chiede il di Gennaro il venditore va in cerca dell'assisa? No, non è il venditore pescatore, che cerca l'assisa; sono, come si è detto, gli accattatori, i capipescivendoli, i parsonali che la desiderano e la vogliono a tutto
!) Per n Saggio del Pecorari, cfr. pure T. FoBNABr, op. di., voi. U, p. 504; ci*, inoltre del Pccorari, Memoria sulla Regia Salma di Barletta, Napoli, presso T. Flauto, 1784'; Memoria sul Tavoliere di Puglia, Manoscr. nella Bini. Naz. di Napoli, a. a.
2) La prima porte delia Memoria fa pubblicata, senza la citazione dell'autore, sai numero 15 del 9 ottobre del Magassino con la sola indicazione Napoli, luglio 1789 . La seconda parte comparve sul numero seguente del 16 ottobre nel quale però a p. 125, una nota avverte: ci facciamo un dovere di far sapere a' nostri Signori Associati, ohe l'Autore della presente Memoria e l'istesso Signore D. Domenico di Gennaro, destinato dal Re prima per visitatore della Calabria Ultra, ed oggi per Intendente generale de' Beali rondi Allodiali, Farnesiaui, Medicei e Gesuitici con facoltà d'intervenire nel Consiglio delle Finanze.