Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <276>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
FONTI PER LA STORIA DEI RAPPORTI TRA ITALIA E POLONIA NELLA BIBLIOTECA CZARTORYSKI
DI CRACOVIA
1. - NUOVE ESIGENZE STORIOGRAFICHE
Prima della guerra [1915-18], direi meglio prima della pace, le cognizioni comuni in Italia, come in altri Paesi dell'Europa occidentale, intorno al mondo slavo si limitavano press'a poco, a questo: si sapeva che gli Slavi vivevano nell'Europa Orientale, che Slavi erano i Russi, ohe altri Slavi popolavano la Penisola Balcanica}. x) Damiani scriveva queste parole nel 1930, facendo un primo consuntivo della storia della Slavistica in Italia; non si può dire che tale discorso sia sostanzialmente inesatto, ma allo studioso d'oggi, esso appare sfocato e distante. Negli anni trenta chi, come Damiani, si soffermava a rie­vocare la storia della giovanissima disciplina, era naturalmente più portato a fare un semplice consuntivo di quello che si era fatto, e a paragonare con un certo giusto ma anche ingenuo compiacimento, i risultati ottenuti con il punto di partenza; oggi viene invece più naturale il desiderio di storicizzare gli sforzi fatti e di riportarli al solco della stessa tradizione che ha legato l'Italia, ai paesi alavi.2)
Non è questa la sede di riassumere, sia pur brevemente, la storia della Slavistica italiana che in un cosi breve tempo ha saputo tanto autorevolmente conquistarsi un posto di primo piano in campo internazionale. È nostro dovere però sottolineare la sua peculiare tendenza ad un eclettismo che potrebbe anche sembrare eccessivo (nella nostra disciplina, più appariscentemente che presso le più vicine consorelle, il filologo accentra in sé le funzioni del linguista, dello storico e del critico letterario) ,s) ma che invece è soprattutto la testi­monianza di una precisa volontà di essere presenti e di far parte del processo colturale italiano. L'eclettismo dello slavista se era il risultato di una cosciente scelta che ha dato copiosi risultati di alto valore in special modo nel quadro di un'ampia opera di informazione, era però anche il risultato dell'isolamento in cui si trovava e della volontà di uscirne. *' Oggi però quell'isolamento è rotto, l'opera di informazione è andata anche oltre le più ottimistiche speranze e di ciò è sicura testimonianza l'imponente corpus che si è venuto formando e che ci è invidiato da molti: questa originale capacità della nostra Slavistica e degli
*' E, DAMIANI, Gli studi di lingue e lotiaratura slave in Italia, in Arehivum Neophilo-logicum, Cracovia, 1930, t. I, p. 66.
2) Esemplare sotto questo aspetto ò l'ampio lavoro di A. CBONIA, La conoscenza del mondo slavo in Italia, Padove, 1958.
3) B, PICCHIO, Quaranta anni di slavistica in Italia nell'opera di E. Lo Gatto e di G. Mover, estratto da Studi in onoro di Ettore Lo Gatto e Giovanni Mover, Firenze, 1962, p. 5.
*) B. PICCHIO, Quaranta anni, ci!., p. 6.