Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <277>
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La Biblioteca Czartoryski di Cracovia 277
slavisti di assumere in proprio il peso di una ricerca e di un'opera che indi­casse, anche oltre i propri specifici limiti, le ragioni che legavano la Slavia alla storia stessa della nostra coltura, ha impedito che la Filologia slava venisse relegata nell'umile ruolo di complemento o di strumento di più antiche di­scipline. Si può dire ancor di più che ormai non pochi sono coloro che inco­minciano ad esprimere perplessità in merito alla possibilità pratica di ridurre entro una sola disciplina un cosi grande complesso di problemi scientifici *) e che sempre più chiaramente si è venuta imponendo la necessità che na­scano delle possibilità di specializzazione nei vari settori filologico, letterario, storico, ecc.
Nell'ambito di questa necessità che nasce dallo sviluppo generale della Slavistica italiana ci pare si debba sottolineare che un posto particolare do­vrebbe essere riservato al settore storico che, nonostante qualche raro e meri­torio lavoro è tanto al disotto delle possibilità di ricerca offerte dalla storia dei rapporti tra l'Italia e la Slavia e che tanto potrebbe servire agli stessi slavisti.
Non possiamo qui analizzare dettagliatamente, ma speriamo di poterne avere presto l'occasione, le nuove esigenze storiografiche che sorgono in tal senso e secondo tale prospettiva di sviluppo; crediamo tuttavia che sia ugual­mente utile e che possa avere un valore esemplare, anche l'analisi limitata ad un solo paese e ad un particolare periodo e precisamente alla Polonia e al Risorgimento.
2. - Li. LETTERATURA STORICA ITALIANA SULLA POLONIA
Fra i paesi dell'Oriente europeo la Polonia è certamente uno di quelli che è maggiormente popolare nella non grande letteratura storica italiana riguar­dante la Slavia.
Si può a questo proposito ricordare ancora una volta anello che Guarnii. inviato del duca di Ferrara, disse: i luoghi son ben lontani, ma gli animi sono vicini . Come giustamente è scritto nel saggio bibliografico di Maria e Marina Bersano Begey, bisogna però anche dire che nonostante i frequenti legami culturali, scientifici e politici che unirono l'Italia alla Polonia, la conoscenza della Polonia in Italia non varcò per molto tempo una sfera aristocratica di elette personalità , e che al contrario nella Polonia la conoscenza dell'Italia fu diffusissima .2)
Si può paradossalmente concludere che i rapporti fra Italia e Polonia sono stati troppo noti, troppo scontati ed ovvi. A causa di questa loro fittizia noto­rietà essi sono stati quasi soffocati nell'apparente splendore di alcune retori­che e ricorrenti affermazioni e concetti quali quelli di sorella latina, di antemurale , ecc.; tale è la forza della superficialità di cui sono intessute queste espressioni, le quali sposso sono frutto di immediate necessità dettate
v G. MAVEH, La slavistica indiana, in Scuola * cattura noi mondo, li, (1957), n. 1; R. Piccino, Quaranta anni, cit., p. 11.
*) La Polonia in Italia, Saggio bibliografico {1799-1858), Torino, 1949, p. 9.