Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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279
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La Biblioteca Czartoryski di Cracovia 279
un esame approfondi tei dei documenti, delle fonti e della letteratura storica sull'argomento: è solo ora, con la nascita e con lo sviluppo della Slavistica che tale livello scienti fico può cambiare. La via che si apre è in un certo senso molto semplice dato che non si può neppure parlare di una storiografia della Polonia e dei suoi rapporti con l'Italia e dato che praticamente nessuno si è dedicato in maniera sistematica al lavoro di dissodamento e di preparazione di quegli strumenti come i cataloghi, i regesti, gli inventari, ecc., e come le bibliografie, che soli possono permettere agli storici, e non solo agli slavisti, di accostarsi in maniera diretta alle fonti e alla letteratura storica della Polonia e dei rapporti intercorsi tra i due paesi. *)
Per chiarire lo stato in cui versa questo settore degli studi storici italiani, sarà utile rapportarlo con la reciproca situazione polacca.
Da parte polacca si è sentita la necessità di ricercare nei nostri archivi già dal '700. Bisogna riconoscere, una volta per tutte, che tale necessità, insieme a quella di conoscere la nostra storia, fu sempre sentita dai Polacchi come legata alla necessità di conoscere la propria storia (molte volte storia della Polonia vuol dire storia dell'Italia, mentre non è altrettanto vero il reciproco). Questo fatto però non può essere di alcuna giustificazione per noi datò che, come si vedrà in seguito, noi non conosciamo né abbiamo cercato neppure le fonti che ci riguardano direttamente né quelle che riguardano reciprocamente i due paesi.
Ben presto i Polacchi erano stati attirati dai nostri archivi. Dal 1782 al 1785 ad esempio Jan Chrzciciel Albertrandy (1731-1808) 2) ritornava per la seconda volta a Roma, e grazie all'appoggio di Stanislao Augusto, ricercava e copiava dalle biblioteche romane e napoletane materiali riguardanti la storia della Polonia. Ma per venire a tempi più. vicini, è bene ricordare come, dopo il cambiamento delle condizioni di ricerche archivistiche operato da Leone XIII, sia sorta per iniziativa dell'Accademia delle scienze e lettere di Cracovia la cosiddetta Expeditio Romana che sempre più. sistematicamente ricercò e pubblicò, dapprima i materiali degli Archivi Vaticani e in seguito anche quelli di altre raccolte italiane.3) L'iniziativa, com'è noto, portò alla pubblicazione di enormi quantità di materiali quali ad esempio quelli raccolti nella collezione
W Ci aia concesso a questo punto dire che tale situazione purtroppo non caratterizza solo eli studi storici riguardanti la Polonia, ma in generale quelli riguardanti il mondo slavo e quindi la conoscenza della storia e delle relazioni con l'Italia di paesi come la Bulgaria, la Cecoslovacchia, Io Jugoslavia ecc. Una situazione generale infatti non può essere modificata né da una eccezione settoriale come quella data dalla relativa consistenza numerica e qualitativa degli studi gtorici della Russia (ma quanto anche qui da fare 1) ne da qualche eccezione personale come quella data da certi benemeriti slavisti che di tempo in tempo, si gettano nel mare dell storia, ne da qualche eccezione riguardante particolari periodi o personaggi.
**) Una curiosa inesattezza o forse una semplice sostituzione di nomo commette CnOJtIA (Conoscenza, eit., p. 302, n. 1) quando ai riferisce all'Albcrirundy chiamandolo Ciò vaimi Albertoni che forse è contaminazione di Giovanni Albertrandy e di Aldo Albertorà,
*) GIUSEPPE MJCUALOWSKI, Expeditio romana (MVAccademia Polacca. Ricerche negli Archivi Vaticani, estratto dagli Annoia Institutonun, a. IV, 1931-32,