Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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285
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LIBRI E PERIODICI
HENRI-IRÉNÉE MARROU. La conoscenza storica. Prefazione di Ciazio Violante (Collezione di testi e di studi. Filosofia e metodologia, 4); Bologna, U Mulino, 1962, in 8, pp. XXXH-316. L. 3000.
Dell'opera De la connaissance historique, pubblicata nel 1954, già ebbe a occuparsi la nostra Rassegna (1956, p. 590 ss.). Ora, grazie a un'altra intelligente iniziativa del gruppo bolognese, ne vede la luce la traduzione italiana arricchita di un'appendice (è la traduzione de La fai historique, apparsa nel 1959) esasperante certi motivi fideistici, e di una pregevole introduzione del Violante, giustamente intitolata La critica delta ragione storica di H.-L Marrou. Ci limitiamo quindi a poche righe riguardanti quest'ultima, che sottolinea come, alla base del pensiero del Marrou, ci sia l'avversione la riteniamo a buon diritto largamente condivisa per la e filosofia della storia , per quanti filosofi e teologi speculano sulla Storia come oggetto puro adoperando tranquillamente risultati parziali della ricerca storica al fine di sostenere, anche a servizio di certa propaganda politica, rigide, precise linee di svolgimento della storia universale della civiltà affiancati da certa storia scientifica . Ma il Marrou, nella sua polemica, talvolta meritoria, finisce col coinvolgere nella condanna troppo storicismo, lamentando giustamente che lo storico rivendicasse persino di appurare se Gesù, à Dio , ma un po' meno gli stretti rapporti tra positivismo ed esegesi biblica dei modernisti, come il Marrou ha ricordato nella relazione congressuale del 1960 su Philologie et histoire dans la période du pontificai de Leon XIII. Senza dubbio la conoscenza del passato è tanto più ricca e più vera quanto maggiore è l'esperienza che lo storico acquista non solo estendendo la propria cultura e moltiplicando i propri problemi e interessi, ma anche meditando la tradizione, cioè hi conoscenza che del fatto storico è stata successivamente elaborata negli ambienti più capaci di intenderla come fatto spirituale. Ma, aggiungiamo, è necessaria una attenta critica della tradizione fiume che s'ingrossa anche torbidamente e muta nel suo corso. Il Marrou individua con acutezza le strutture logiche del metodo storico, avverte la necessaria direzione imposta alle ricerche dalle servitù tecniche , ma, nella ricostruzione dell' altro da sé , non solo non trova, causa la sua antipatia per gli e avvenimenti esterni , un punto di contatto con le scienze naturali, ma ne esaspera, come i suoi autori Dilthey e Weber, il contrasto, acuito da motivi che, apparentemente religiosi, e dovuti all'accennata reazione, in realtà ci sembrano in contrasto non solo con ovvie considerazioni, ma persino con taluni principi che il cristiano non dovrebbe perdere di vista. Infatti la pretesa di individuare l'oggetto della storiografia nella conoscenza dall'interno, dell'uomo attraverso l'uomo e il suo metodo nell'esprit de finesse più che in quello géometrique, il ricorso all'intuizione non solo per cogliere la differenza tra l'individuo concreto e Vliienltipus, la pretesa di attingere immediatamente la realtà umana, il continuo riferimento a elementi intenzionali, portano diritto diritto all'esaltazione della biografia come suprema opera storiografica, allo psicologismo e alla pretesa di penetrare nel mondo delle intenzioni, che dovrebbe essere fuggito dallo storico cristiano come sommamente pericoloso, dal punto di vista morale (e, per noi, scientifico) perchè solo Dio può scrutare nei cuori (come il Marrou stesso deve ammettere considerando la conoscenza storica in continuo sviluppo e definitiva soltanto nella visione divina ) e giudicarli, E! di dubbio gusto fondare la conoscenza storica, sulla fede umana, a meno - - ma non è il caso del Marrou' di considerare fedo termine equivalente di probabilità pori a certezza morale .
Il Violante osserva che i concetti tecnico-istituzionali, estrapolati da considorazioui di testi che sono realtà storica leu timoni ante te stessa e qui tuli colta ini mediai amen te nella
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