Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <289>
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Libri e periodici 289
** da una valutazione paziente e analitica di fatti specifici e tecnici, come appunto ha dimostrato si possa fate lo Chabod. Naturalmente per intendere il valore di questo criterio storiografico applicato alla storia della politica estera, è bene tener presente che le Premesse di Chabod debbono esser viste nel contesto di un'opera in diversi voltimi, nella quale i fatti in alcuni casi esclusivamente e squisitamente diplomatici come Chabod stesso ebbe a dire riferendosi in particolare a diverse fasi della diplomazia dell'epoca bisraar-ckianaavrebbero dovuto ricevere quel rilievo che nelle Premessa non hanno e che Chabod intendeva attribuir loro nel complesso della vasta trattazione. Se così non fosse e credo che le parti dell'opera di Chabod ancora inedite confermeranno tale interpretazione avrebbero validità piena le riserve non solo di Bulferetti, ma degli specialisti di storia delle relazioni internazionali, i quali potrebbero a buon diritto risentirsi e si sono risen­titi di una storiografia che affronta problemi di politica estera in cui gli strumenti, i metodi e fin gli uomini con cui tale politica e condotta quasi non figurano e certo non sono visti in azione.
Ora questa critica potrebbe essere mossa alTOmodeo. Se non che un giudizio com­plessivo della sua storiografia sul Risorgimento, anche per quanto riguarda la politica estera non può esser dato che ponendo in primo piano la sua maggiore opera in tal campo, Vopera polìtica del eonte di Cavour, che il Bulferetti, certo per non aggiungere alla sua già ricca trattazione un argomento che in queste Nuove Questioni è oggetto di una monografia particolare, nomina appena. A molte delle riserve sollevate da Bulferetti su Omodeo storico del Risorgimento rispondono in effetti le nutrite pagine che vi dedica nella sua monografia essenzialmente storiografica su Cavour, ROSARIO ROMEO: e questa complemen­tarità e ricchezza di prospettive e di valutazioni costituisce uno dei non piccoli meriti dì queste Nuove Questioni,
Romeo, dopo aver posto in rilievo alcuni risultati particolari ottenuti dall'Omodeo nella ricostruzione dell'opera di Cavour prima di Villafranca nei saggi minori raccolti in. Difesa del Risorgimento e, con più netta consapevolezza, nell'opera maggiore, nota corno ci troviamo di fronte a qualche cosa di radicalmente nuovo rispetto alla letteratura precedente , ossia al netto superamento della concezione eroica... attraverso una con­siderazione critica approfondita del rapporto fra iniziativa diplomatica e partito d'azione . La quale consentiva alTOmodeo anzitutto la positiva integrazione del movimento demo­cratico nella visione storiografica del processo unitario, eliminando il mito del " supera­mento del mazzhùanesimo da parte della diplomazia cavouriana , e quindi presentando l'opera di Cavour come componente di un processo storico il quale non era più considerato come mero S oggetto della ereazione cavouriana, ma finalmente ripensato nella sua autonoma validità e nella varietà delle sue istanze e delle sue forze propulsive . Questi elementi, come pure l'altro più particolare, rilevato da Romeo, di aver l'Omodeo sgre­tolato... la visione demiurgica della progressiva attuazione del " grande disegno,,, dalla Crimea al 1859... nella ricostruzione del concreto farsi della politica del Conte, momento per momento , sono tali per lo meno da far meditare sull'importanza dei risultati dell'opera di Omodeo quali che siano stati i suoi metodi di ricostruzionedellp specifico fatto diplo­matico anche nel l'ambito della storia della politica estera del Risorgimento.
Particolarmente * limolatili sono, si è detto, giudizi e valutazioni del Bulferetti riguardo alla storiografia attuale e alle prospettive chele si aprono. Più in maniera implicita che attraverso Ut formulazione rigorosa del problema, egli indica limiti e trasformazioni del concetto di storia del Risorgimento: più che quando parla di nu esaurirsi del Risor­gimento dopo il 1870, quando identifica nelle classi popolari,cioèil grosso degli Italiani, I concreti attori, se non protagonisti della storia di quell'epoca. Valutazione, questa, che può essere applicata adottando un determinato criterio storiografico a qualsiasi epoca, ma che applicata all'epoca qui considerata esprime implicitamente la nozione di ana storia dell'età del Risorgimento intesa come qualche cosa di assai più vasto non solo nell'ambito europeo e occidentale, ma nello stesso ambito italiano, dello specifico processo di formazione dell'unità e dello Stato liberale-costitnionale; una nozione secondo la quale in effetti lo stesso pfOCCMO unitario può esser cowddorato non altro che in funzione