Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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291
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Libri e periodici 291
così dire antinazionulistica del Risorgimento, ossia di una storia dell'unificazioni* nazionale italiana vista dall'Europa .
Rileggendo la prima monografia apparsa per la prima volta, se non sbaglio, circa vent'anni fa nell'opera in collaborazione da cui le varie Questioni storiche dell'editore Marzorati trassero origine e sviluppo, i Problemi storici e orientamenti storiografici puh blicati a enra di Ettore Rota dall'editore Cavalieri in Como si è indotti a constatare come una sensibilità di storico di razza abbia guidato il Volpe nella interpretazione di un Risorgimento e l'Europa che, perii meditato senso delle proporzioni, l'ampiezza e la profondità della valutazione complessiva di eventi ed idee, ha (resistito alla caduta delle concezioni politico-storiografiche dell'anteguerra e può figurare, per una sua sostanziale validità, in queste Nuove Questioni del 1961. Mentre dalla seconda monografia risulta quanto posto il Valsecchi abbia saputo riservare, con spirito di penetrazione diretta che non conosce miti e contromiti,all'Europa vista da Torino, ossia all'azione cavouriana, tutte le volte che questa sollecitò direttamente e più indirettamente le maggiori potenze lungo una strada in qualche modo desiderata.
Nel campo della storia della politica internazionale si sono avute tuttavia, da queste Nuove Questioni, soprattutto conferme di una ormai conquistata maturità di fronte al problema europeo dell'unificazione italiana, ripetutamente discusso nei diversi congressi e convegni dell'epoca del Centenario. In altri campi le Nuove Questioni recano invece contributi che più che indicare punti di arrivo, aprono prospettive nuove di fecondo sviluppo avvenire. Fra questi vanno considerate in primo luogo le monografie di E. PASSERIN D'ENTRÈVES (JU cattolicesimo liberale in Europa e il movimento neoguelfo in Italia) e di S. F. ROMANO (Le classi sociali in Italia (1815-1918). H problema dei rapporti fra il cattolicesimo liberale italiano e quello dei paesi in cui si possono ritrovare le origini europee del movimento, la Francia e il Belgio, viene prospettato dal Passerin con attenzione critica sempre pronta a cogliere differenze di situazione materiale, sfumature di pensiero, preannunci realizzati o meno di futuri sviluppi. La prospettiva storica del neoguelfismo giobertiano viene ampliata e la comprensione del movimento risulta accresciuta dal rilievo per cui ci primi germi di un programma guelfo-nazionale si potrebbero cogliere... negli scritti di alcuni cattolici teocraticheggianti e contro-rivoluzionari dei primi anni della Restaurazione . Tutto il movimento cattolico-liberale sia italiano, sia europeo fino al 1848 e oltre viene poi ricostruito ed esaminato con una cautela che in diverse occasioni spinge il Passerin, in sostanziale concordanza qui con l'interpretazione di Arturo Jemolo, a sollevare riserve, di fondo o parziali, circa l'opportunità di definire liberali o una singola personalità o un gruppo o una intera tendenza. Queste riserve hanno tanto più valore in quanto il Passerin esamina personalità e gruppi partendo dalla loro posizione religiosa e non da quella civile e politica, e tiene a distinguere i cattolici liberali dai patrioti guelfi e da tutti coloro per cui l'aspetto religioso del " Risorgimento,, è quasi un accessorio rispetto all'aspetto politico . Questa esigenza di interpretare il cattolicesimo liberale partendo dalla fede religiosa degli uomini che lo rappresentavano, mentre conferisce un valore preminente ai fatti e ai valori spirituali e morali rispetto alle considerazioni e ai movimenti politici, attribuisce una fisionomia distinta, rispetto alle più note interpretazioni storiografiche, al periodo neoguelfo . Tale periodo vien visto qui fuori delle forme e degli aspetti convenzionali della validità e della fortuna della formula giobertiana, in un diverso ambito di pensiero, in cui il dibattito si eleva ai più vasti e fondamentali problemi dell'incontro fra società moderna o anche Risorgimento e religione cattolica o anche Chiesa cattolica*; e in cui le personalità dominanti non Bono il Balbo e il Gioberti (ai quale ultimo Passerin riconosce ripetutamente una abilità e una accortezza politica e... intellettuale che ne Iimitano notevolmente la statura storica complessiva), ma il Capponi* il Lambruschini e soprattutto il Rosmini, la cui filosofia aveva ben altra autonomia [di quella del Gioberti] rispetto al movimento neoguelfo e proprio por questo potè portare un più vasto e duraturo contributo allo sviluppo del pensiero cuttolico-lihe-mle, lasciando un'eredità di pensiero che avrebbe alimentato tutto un filone del liberalismo cattolico o semi-cattolico post-unitario