Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <292>
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Libri e periadici
La monografia dì Salvatore Francesco Romano deve considerarsi il più meditato studio generale su un argomento, quello della composizione, lo sviluppo e l'azione delle classi sociali nell'Italia dell'Ottocento, che è alla base degli interessi dell'attuale storio­grafia sull'età del Risorgimento. Le pagine introduttive costituiscono in effetti un valido complemento della monografia introduttiva del Bulfercttì. In esse vengono poste in rilievo, con vivo senso della complessità della problematica storica sull'argomento, le difficoltà generali e particolari di uno studio delle classi sociali dell'Italia risorgimentale, e l'inade­guatezza di quei contributi particolari che traggono le loro conclusioni o da una analisi delle strutture economiche o da quella della composizione di gruppi politici; nonché di quegli altri studi che si fondano su un dualismo di ricerca e di ricostruzione dello sviluppo economico da un lato, del movimento sociale e politico dall'altro , senza poi saper collegare l'uno all'altro aspetto, oppure operando la riduzione dirotta e schematica del secondo al primo , e perdendo talora ciò che costituisce l'elemento individuale e distintivo di un movimento sociale rispetto ad un altro, in un periodo diverso o in una diversa regione .
Su questo fondamento critico, il Romano segue quella che molto cautamente de­finisce una prima approssimativa traccia per un possibile articolato quadro d'insieme dello sviluppo delle classi in Italia dal Risorgimento alla prima guerra mondiale ; trac­cia che si snoda attraverso un secolo e mezzo di storia italiana in un vigoroso sforzo, guidato da un intelligente storicismo, di contemperare e dare espressione sintetica ai diversi elementi sociali, economici, di costume, culturali e anche specificamente politici (l'aspetto centrale di rivoluzione politica nazionale del Risorgimento non viene mai per­duto di vista dal Romano, attento a tradurne e interpretarne il significato e le conseguenze in termini di evoluzione o trasformazione delle classi sociali).
Riguardo ad alcune altre monografie, che meriterebbero un cenno particolare, ci si deve limitare qui a ribadire come siano state svolte da studiosi ai quali vien ricono­sciuta una competenza specifica sull'argomento trattato; tale è il caso della monografia di P. PIERI (Le guerre dell'Unità italiana); di quella di E. MORELLI {Giuseppe Mazzini)*, di quella di G. PERTICONE {Parlamentarismo e antiparlamentarismo); e di altro ancora.
Un ultimo ordine di osservazioni riguarda l'abolizione di alcune monografie e di alcuni argomenti rispetto alla precedente edizione delle Questioni. Una scomparsa da deprecare è quella della monografia di NINO VALERI SU Giolitti nella storiografia del secondo dopoguerra, che sia per i suoi meriti intrinseci che per l'approfondimento delle conoscenze e degli studi sull'età giolittiana e l'interesse e i dibattiti storico-politici che l'età giolittiana ha suscitato come ultimo periodo dell'Italia liberale, meritava se mai di essere ampliata a comprendere ciò che si è scritto in quest'ultimo decennio. E a proposito di questo periodo va anche notato che l'involuzione della concezione nazionale risorgi­mentale in nazionalismo e le complesse e importanti componenti del nazionalismo dell'età giolittiana andavano maggiormente approfondite o nella monografia di M. ALBEKTINI. Idea nazionale e ideali di unità supernazionali in Italia dal 1815 al 1918, o altrove.
Osservazione analoga si può fare riguardo alla scomparsa della monografia di R. CIA-SCA. La politica coloniale dell'Italia. Che l'epoca del colonialismo sia tramontata, e che la storia dei passati rapporti fra l'Europa e i popoli afro-asiatici vada ampliata a compren­dere le nuove prospettive che le deriveranno senz'altro dallo studio dell'evoluzione di quei popoli (nei casi, naturalmente, in cui tale ricerca può essere condotta con seri criteri storiografici, e in cui non si risolva in trattazioni generali e divulgative scarsamente documentate e documentabili o in saggi di etnologia e di sociologia piuttosto che di storia) non toglie che la politica coloniale sìa un aspetto fondamentale della storia dell'Europa moderna, essenziale alla compreniiono di quella storia, e che rappresenti un aspetto im­portante e particolare della politica dell'Italia unita, in un'epoca per di pili in cui forme, metodi e concezioni della espansione coloniale esercitavano un'influenza considerevole, quando non domina va no, la politica degli Stati europei, trovando pure profonda rispon­denza, in taluni covi e periodi, in ampi strati della popolazione*