Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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293
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Libri e periodici 293
Queste scomparse non sostituite eventualmente da altre monografie che colmino I vuoti con altre prospettive, riguardano, è il caso di notarlo, la età più propriamente post-risorgimcntalc, e sono state probabilmente determinate dall'esigenza di ampliare e approfondire il quadro del Risorgimento in senso tradizionale, dall'epoca del dispotismo illuminato al 1870, senza per questo che le Nuove Questioni giungessero... alle 2000 pagine. Il problema, salvo probabilmente per la monografia su Giolitti, potrà essere ripreso e risolto in ambito più vasto nell'auspicata nuova edizione delle Questioni di Storia contemporanea. OTTAVIO BARIÉ
MAURICE VAUSSARD, La vie quolidienne en Italie au XVIIV *ihcle Paris, Hachette, 1959 in 8, pp. 252. S. p.
Questo nuovo lavoro dedicato all'Italia da uno dei più benemeriti italianisants francesi esce in una collezione, che comprende già oltre trenta volumi su numerosi paesi, nelle più diverse epoche e che ha incontrato largo favore, e non solo presso i lettóri di Francia.
La collezione si propone di sottolineare proprio quegli aspetti minori delle vicende umane, sui quali solitamente la grande storia non si sofferma, o solo quel tanto che serva a meglio intendere gli eventi maggiori. Qui, invece, i problemi di ogni giorno della vita degli uomini vengono affrontati di proposito e non per soddisfare una mera e sterile curiosità (almeno questo è nelle intenzioni), ma per nna più precisa conoscenza dell'uomo, attraverso un'immagine meno artificiale di quella che è possibile cogliere a considerarlo soltanto alla luce intensa della grande scena. Si vuole, in altri termini, completare quella che Pcguy chiamava l' histoire endimanchee con una histoire de tous les jours de la scmaine , una storia, cioè, dell'uomo dans la texturc, dans la tissurc, dans le tissu de sa quotidienne existencc, dans l'acquei, dans le gain, dans le labeur du pain de chaque jour .
Bisogna ammirare negli amici francesi la loro fine capacità di armonizzare la sicura e ?ana informazione con la piacevolezza dell'esposizione, in un genere letterario, che non ha la pretesa di contributi originali, anche quando è affidato a illustri studiosi, come è nella maggior parte dei casi. Il Vaussard fonda il suo racconto innanzi tutto sulle memorie e le relazioni dei viaggiatori stranieri, specialmente francesi, che nel Settecento vennero in Italia in maggior numero, attratti dal ridestato interesse per le grandi vestigia dell'antichità classica e dallo spirito di collezionismo, che ne derivò e che costituì la grande passione dell'epoca. Egli.ha presenti i pericoli della frettolosa generalizzazione e della superficialità presuntuosa, insiti in una letteratura del genere (si veda, ad esempio, quel che scrive a proposito di Montesquieu e di certi suoi curiosi giudizi) e, se li utilizza largamente, lo fa con una circospezione prudente e sempre all'erta. Molte altre particolari notizie le ricava, poi, dalla lettura dei bandi dell'epoca, a cominciare da quelli suntuari, che cita spesso a testimonianza di quel mouvement irréversìble , che entrarne jusqu'à la Revolution toutes les classes riches vera le déplohunent du luxe . Si guarda, però, bene dal ri presen tarci il quadro tradizionale del secolo frivolo e vano, che tutto stempera e risolve nella dolcezza di vita e nella lussuosa effervescenza, e, pur riservando ai carnevali, alle feste, al teatro e alla musica una parte efficace e suggestiva del volume, dedica le altre tre all'esame attento della vita di relazione, dei costumi sociali, del sostrato economico e culturale
L'attenzione sempre più rivolta, nei suoi studi recenti, ai problemi religiosi del nostro Settecento (albi storia del giansenismo italiano è tornato lo scorso anno con un ragguardevole articolo sul I'ujati nella ìievue hiatorique, fase. 462, pp. 415-434) si riflette in uno dei capito! i più interessanti del volume. Ma più che l'eoo delle grandi dispute che lacerano la Chiesa* ma intcresnano quasi esclusivamente i teologi (almeno da noi), egli coglie qui il tono della religiosità Italiana, più esteriore ed.incoerente che intimamente impegnato e informante dei suoi principi morali il vivere sodale.
La bibliografia citata è necessariamente ristretta, dato il carattere della collezione, ma si ha il piacere di vedervi rappresentate nuche opere itullane, almeno tra le più nuove,