Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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300
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Libri e periodici
di storia antica del Ferrerò, La rovina della Civiltà antica, che, giudicata in Italia priva di ogni valore scientifico, non sfuggi, invece, alla attenzione di Rostovzev, impegnato a risolvere lo stesso problema e sulla via della stessa soluzione.
U secolo diciannovesimo che al suo apparire aveva irrimediabilmente condannato Virgilio, servile adulatore dell'antinazionale cesarismo imperiale, ai chiudeva nella scoperta di un Virgilio nuovo da provare e sentire , per usare le parole di Carducci, in un modo nuovo; era il Virgilio del cinguettio mattutino di rondini e passeri che sveglia Evandro nella sua capanna, là, dove avevano da sorgere i palazzi imperiali di Roma , era il Virgilio di Giovanni Pascoli.
Già sin dal 1900, all'indomani della sua sconfitta al concorso per la cattedra milanese di letteratura latina, il Pascoli aveva confessato di aver avuto in mente una prolusione su Manzoni virgiliano , esprimendo il desiderio di voler unire in uno stesso studio i suoi due poeti maggiormente amati.
Il contributo pascouano all'intendimento dell'Antico è dal Treves messo in evidenza nell'esame ch'egli compie del disegno, irrealizzato, del Pascoli di una silloge di Nostrae littcrae e delle due successive celebri antologie latine. Al Pascoli faceva difetto completamente il senso storico e pertanto si era proposta una storia esterna, o storia letteraria, nella misura in cui si imponeva la ricostruzione non tanto della poesia, quanto della poetica (p. 316), ma con ciò riproponendo, secondo il Treves, un ritorno alla storia, alla storia vera, spogliata dell'antistoricità per eccesso di neologismo. Il Treves nel Pascoli poeta dello e spirito lirico , disintegratore della forma poetica italiana, ritrova il più che momraseniano e manzoniano decuturnizzatore dei classici (p. 327). ENZO SCUCCA
N. RODOLICO, Il Risorgimento vive ( Collana di studi sul Risorgimento italiano , promossa dal Comitato palermitano dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1); Palermo, Flaccovio, 1962, in 8, pp. 382. L. 3000.
Non è certamente facile recensire un volume come questo del Rodolico, e per la personalità dell'autore e, soprattutto, per il fatto che esso raccoglie scritti articoli, note di recensione, saggi introduttivi che vanno dal 1915 al 1961 e per i quali non a caso l'autore ha scelto un titolo che vuole esprimere un atto di fede. Un atto di fede, giova rammentarlo, al quale non va tolta, come prospettiva, la tesi dello stesso Rodolico, sostenuta nel 1941: che la storia del Risorgimento non debba essere avulsa dalla storia contemporanea, ma debba essere considerata in essa, come suo momento. Momento ci dicono le pagine di questo volume in cui ebbe a formarsi la nostra coscienza nazionale ed al quale, pertanto, noi dobbiamo tornare con particolare animo se non vogliamo essere bagagli di un treno in corsa .
Senza questa esigenza di non essere come bagagli di un treno in corsa, senza questo sostanziale legame che ci riconduce al passato per meglio vedervi, meglio vedendolo, le ragioni del nostro presente, diremmo, anzi, che nessuna ricerca storica possa essere ritenuta legittima ed appunto per essa il Rodolico ammetteva, nell'introduzione ad uno dei suoi maggiori studi // popolo agl'inìzi del Risorgimento nell'Italia Meridionaleche l'amore alla Patria si esercita non solo esaltando eroismi, ma anche indagando nella storia del popolo colpe ed errori, di cui la responsabilità talvolta risale in parte a quegli stessi croi, che il popolo non amo. perche non fu da essi compreso ed elevato (p. 55).
Gi sembra, però, che, di là dallo specifico orizzonte di quello scritto, questa formulazione riveli la sostanza del dissenso fra il Rodolico e quanti egli spesso accusa di farla a guastatori del Risorgimento. 1 quali ultimi, in verità, non crediamo che vogliano proprio distruggere il Risorgimento, o negare i suoi fondamentali valori ideali, ma voglion, sì, vedere che i suoi eroi non eran testa d'angeli alati senza corpo, e pensano che il ritrovarli uomini come noi, che poterono peccare ogni giorno con propria responsabilità e non soltanto talvolta coma- i santi. Il ritrovarli con salde radici nello lotto non soltanto ideali del