Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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301
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Libri e periodici 301
proprio tempo, giovi a fondarne meglio la grandezza ed a farci sentire che quella grandezza non e nulla di sovrumano che possa esimerci dal continuarne l'impegno.
Dalla nota del 1916 sull'Origine del programma pur l'opinioni' nazionale del Ciasco (pp. 155-63) a quella del 1960 sugli studi dello Spadolini su L'opposizioni' cattolica da Porta Pia al '98 e su Gialitti e i cattol tei (pp. 37379), la preoccupazione costante del Rodo* lieo è di tener fermo che interessi, paura sono pur motivi possenti, rientrano nel fatto storico; ma vi è ben altro di più complesso (p. 377). Egli non vuole mostrarsi alieno, cioè dal riconoscere la validità delle ricerche sui problemi economici e sociali, ma non intendo accettarle se non per i contributi particolari che esse possano portare, non per le loro premesse, e concedendo ai fatti che quelle ricerche mettono in luce un minimo margine d'interesse storico: Questi fatti non sono gli anelli di una catena; essi sono le maglie di una rete; direi anzi, sono paragonabili all'intrecciarsi dei fili della trama e dell'ordito di nn tessuto (p. 157). Ma quando, ad esempio, si coglie, giustamente, che hi fortuna del Gioberti è un fatto che ha un suo e non piccolo valore storico (p. 73), poiché indubbiamente l'abate torinese ebbe notevole parte nella formazione del partito moderato-liberale acquisendo al programma nazionale larghi strati della società italiana che diilicilmcute avrebbero accolto le sollecitazioni dell'apostolato mazziniano, si può dimenticare il sostrato odale che sta alla base di quella fortuna? Si può dimenticare che, ancora nel Rinnova' mento, ci sono capitoli come quelli dedicati alle false dottrine dei democratici ed ni puritani r democratici, nel primo libro, e quello dedicato alla democrazia ed alla demagogia, nel libro secondo?
E non si può non consentire nemmeno quando il Rodolico riconosce che si è inteso, con sempre prò: intelligente comprensione, che il nostro Risorgimento va inserito nell'Europa del Quarantotto. La storia generale dell'Europa illumina ancor più intensamente la nostra storia (p. 228); ma ci pare che proprio in questa più larga prospettiva debba maggiormente rivelarsi l'intrinsccità dei nessi fra i vari aspetti economici, sociali, culturali, morali che tutti insieme costituiscono veramente quel ben altro di più complesso che è il processo storico generale.
Conseguenza di questa visione dei valori ideali come sorgenti ed operanti in una sfera di quasi esclusiva autonomia ci sembra la tendenza a puntualizzare i problemi nelle figure dei protagonisti, degli eroi, o in particolari eventi: il popolo rischia di apparire ci perdoni il Rodolico come mero strumento, magari mosso da opposti agenti. Cosi, ad esempio, quando si fa a considerare la crisi morale dello Stato nel regno delle due Sicilia, egli conclude che il distacco del popolo dai Borboni non tanto era dovuto, come anche riteneva il Visconti Venosta, ad azione educatrice da parte dei civili esercitata sul popolo, quanto ad un'azione negativa dovuta alla stessa Monarchia borbonica con il suo sistema poliziesco di prepotenza e soprattutto di ingiustizia (p. 319).
E ci vieti fatto di pensare che, forse, lo stesso motivo possa spiegarci come in una si larga tela, che comprende ben quarantotto scritti, la penna limpida ed efficace del Rodolico, che ha disegnato accanto alla figura a lui cara di Carlo Alberto, tutta una serie di figure maggiori e minori (da Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II, Napoleone IH, a Melzi, De Maistre, Balbo, Manin, Ricasoli, Luigi Pastro...), abbia appena concesso qualche scorcio a Cavour, il cui nome, anzi, non compare specificamente in alcun titolo. Era certamente, il Cavour, uomo nel quale il nesso fra idee e problemi economici e sociali ai rivelava (e pensiamo alla recente pubblicazione in volume dei suoi scritti economici) con palese intrin-sccìtà e dava alla sua opera una concreta funzionalità, sia Botto l'aspetto delle forze storiche da cui nasceva e che esprimeva, sia sotto l'aspetto dell'indirizzo impresso alla politica piemontese e nazionale*
Ma dobbiamo pur dire, ora, che se le posizioni di principio, nell'otto stesso del suscitare una discussione, inducono, in fondo, ad un ripensamento e quindi a più equilibrate conclusioni, se la felice prosa arricchisce la ricostruzione storica anche nella dosatura di un richiamo o di un accenno e si alimenta di un partecipe sentimento, il Risorgimento vive ha il suo fondamentale pregio in un terzo aspetto: eoo è nobile testimonianza di un uomo che conobbe l'ultima generazione del Risorgimento, che può scrivere, ad esempio: