Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <302>
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Libri e periodici
Leggendo quelle lettere, ho ritrovato il Visconti "Venosta nelle osservazioni* nei giudizi, nelle parole stesse che avevo ascoltato dalla sua viva voce (p. 318), che sente ancora Garibaldi con l'animo di quel picciotto che fu suo padre, sì che le cattiverie dei moderati non sono riuscite sostanzialmente a scalfirne nel suo animo l'immagine eroica. Sotto­questo aspetto il volume esce dalla sfera delle contese storiografiche e si pone, a sua volta, quasi come documento della voce morale del nostro Risorgimento. Di quel Risorgimento ce ne dia credito il Rodolico che vive proprio perchè dà ancora adito a discussioni, perchè apre ancora problemi alle nuove generazioni, le quali, nel cercare di riacquistarne una dimensione umana, possono talora distruggerne qualche aspetto mitico, ma non per questo vogliono distruggerne il valore perenne, non per questo si pongono sul terreno dciVanti-risorgimimto. Con il Rodolico, anzi, concordano quando egli afferma che le luci che illuminano le nuove vie sono idee perenni ed universali, prima tra queste la libertà e il valore della persona umana, le quali animarono il nostro Risorgimento e le grandi rivoluzioni (P. 19). RENATO COMPOSTO
Conpegno di studi sul Risorgimento a Bologna e noli'Emilia (2729 febbraio I960), a cura del Comitato per le celebrazioni bolognesi del centenario dell'Unità d'Italia, 2 voli.; Bologna, Azzoguidi, 1960-1961, in 8, pp. VIII-1271. S. p.
Il contributo di gran lunga più importante, posto a disposizione degli studiosi in questi due volumi, consiste senza dubbio nella lunga relazione di Luigi Dal Pane su La vita economica e sociale a Bologna durante il Risorgimento (voi. I, pp. 3174), vera e propria monografia nella quale sono condensati i risultati di lunghi anni di ricerche sull'argomento. 11 quadro delle condizioni economiche della città bolognese nel periodo considerato, dei loro fattori determinanti e della loro trasformazione nel tempo, è minuzioso quanto può esserlo allo stato attuale degli studi, tanto da risultare, a volte, anche un poco dispersivo. La giusta rilevanza è data dall'autore agli studi di scienza economica del tempo, ai dibattiti fra gli studiosi e gli operatori economici e in genere al clima culturale. Mentre l'intreccio fra trasformazioni economiche, movimenti sociali e azione politica è chiarito, per ogni fase, nei suoi elementi essenziali. L'appendice statistica, riguardante la composizione delle classi sociali e le principali attività produttive di Bo­logna, è di notevole interesse e utilità; c'è solo da rammaricarsi ch'esca non sia anche più ricca e che si riferisca soltanto agli ultimi due decenni del periodo preso in esame.
Il saggio di Umberto Marcelli, Movimenti politici a Bologna durante la Rivoluziono Francese e l'Impero Napoleonico (voi. I pp. 177199), è un'esposizione limpida e ordinata che non va perà molto in profondità, di modo che resta in sostanza un po' sospesa per aria la conclusione circa il fallimento del tentativo, se vogliamo piuttosto arcadico, dei giacobini bolognesi di agganciare alla Rivoluzione il popolo delle campagne,... come, del resto, era fallito tutto il loro programma, anacronistico ed incompatibile con la politica del Direttorio prima, e di Napoleone dopo . È inoltre piuttosto singolare che nell'ac-cennsre al problema dell'individuazionc e definizione della sostanza del partito giaco­bino italiano, l'autore non ricordi neppure l'importante contributo di Renzo De Felice (Giacobini italiani, in Società , 1956, ti. 5, pp. 883-896), sull'importanza del quale ha richiamato l'attenzione, fra gli altri, Walter Maturi (Interpretazioni del Risorgimento,. Torino, Einaudi, 1962, pp. 610-611 e 654-655).
Assai più complessa la trama del saggio di Aldo Berselli, Movimenti politici a Bolo*, gna dal 1815 al 1859 (voi. I, pp. 203-254), analisi scaltrita e fine della vita politica bo­lognese dal Congresso di Vienna alla caduta del regime pontificio, in cui il vario atteggiarsi degli opposti movimenti di opinioni è colto con vivezza e grande pre-amane. Infine, il contributo di Francesco Flora, La cultura a Bologna nel Risorgimento,, (voi. I, pp. 257-333), rappresenta, più che un panorama della vita culturale bolognese nell'Ottocento, un omaggio a Carducci, ani quale ai accentra l'intero saggio. È questo certo un modo come un altro, e certo dei migliori,, per avviare il discorso sulla vita col-
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