Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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303
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Libri e periodici
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turale bolognese nella seconda metà dell'Ottocento, sopra tutto se ad avviarlo è un maestro come Flora. Ma la cultura a Bologna nel Risorgimeli lo e proprio solo quella che si sviluppa dopo l'unificazione negli ultimi decenni del secolo? Certamente no. E anche a prescindere da queste perplessità di carattere cronologico, non. si può non rilevare come i più recenti studi di storia della cultura, a cominciare dalle magistrali analisi di Eugenio Garin, ci abbiano ormai abituati ad un metodo, e a dei risultati, in questo campo d'indagini, al cui confronto un saggio come questo del Flora non può che provocare un certo senso di insoddisfazione.
La lunga serie delle comunicazioni, raccolte nel secondo volume, presenta un interesse forse supcriore alla norma, in casi analoghi. Impossibile darne conto qui in maniera esauriente. Sarebbe tuttavia ingiusto non segnalare almeno quelle dì Arturo Carlo J emolo (Un momento decisivo: la proclamazione della necessità di Roma capitale); di Eugenio Koltay-Kastner (Progetti rivoluzionari italo-ungheresi nel 1864); di Emilio Nasali! Rocca (I problemi della nuova legislazione agli albori dello Stato unitario a la procedura delle annessioni al Piemonte dei Ducati emiliani); di Enzo Piscitelli (Aspetti di vita economica bolognese dal 1815 al 18S9) e di Gianfranco Tarabusi ( Il pensiero economico di Marco
Mughetti)- ALEEHTO AQUARONE
GIUSEPPE AMOROSO, Lettere di patrioti italiani del Risorgimento (Universale Cappelli, serie storia e politica, 45); Bologna, Cappelli, 1960, in 16, pp. 183. L. 350.
GAETANO MARIANI, Antologia di scrittori garibaldini (Universale Cappelli serie lettere e arti, 3637); Bologna, Cappelli, 1960, in 16, pp. 354. L. 450.
CARLO TENCA, Giornalismo e letteratura nell'Ottocento, a cura di GIANNI SCALIA (Universale Cappelli, serie lettere e arti, 27); Bologna, Cappelli, 1959, in 16, pp. 273. L. 400.
Sono tre agiB volumetti dcll' Universale Cappelli , la collana di rassegne di cultura moderna che va incontrando meritatamente il favore del pubblico. Il primo è una raccolta di lettere, di cui alcune ignorate, di celebri poeti o scrittori o studiosi, che confidano apertamente, senza ambagi, per lo più ad amici o a compagni di lotta per le fortune del Paese segrete speranze lungamente accarezzate o cadute illusioni; o di eroi, estranei del tutto al mondo dell'arte, (cosi il Vocbieri, Ciro Menotti, Guglielmo Oberdan) che, sul punto di salire sul patibolo o di morire fucilati, scrivono alla madre o albi moglie con mirabile serenità, senza alcun rimpianto terreno, parole calde di allctto e di confortevole rassegnazione. A dire il vero, più che valore storico, poiché ben pochi dati nuovi ci offre di particolare interesse, la bella antologia riveste, a parer mio, una notevole importanza pedagogica, poiché da essa emana un'indomita forza morale, che non potrà non fare una benefica presa specialmente sulle giovani generazioni. Perciò hi si raccomanda vivamente ai docenti delle nostre scuole medie superiori onde ne facciano nelle loro lezioni argomento di lettura e di adeguati commenti allo scopo d'infondere ne' discenti quei sentimenti di fede ferma e costante ai propositi e di immacolato attaccamento alla Patria, di cui tanti fulgidi esempi ci porge la fatica dell'Amoroso, ma che l'età presento va, purtroppo, ogni dì più ponendo in oblìo tesa in gran parte quasi unicamente alla conquista del benessere materiale.
Assai più nutrita e condotta con più larghi criteri e l'antologia garibaldina curata dal Mariani, preceduta da una prelazione dotta e informatissima; la migliore indubbiamente di ogni altra già edita anche per l'ampiezza delle pagine scelte, poiché non si è limitato il raccoglitore agli scrittori più noti, come fece a suo tempo lo Stuparich nel suo lavoro giustamente fortunato, ma ha tratto numerose pagine anche da narratori o diaristi non usi alle lettere e che seguirono il Dittatore nelle sue varie impreso untili e silenziosi, ma che affascinati dalla sua presenza, e sotto l'impulso della mitica grandezza degli eventi seppero esprimere con ili inni nata chiarezza o talvolta anche con vivacità formale le sensazioni suscitate dalla loro meraviglia stupìta. Ma Garibaldi è circonfuso da un