Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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308
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308 Libri a periodici
Ma la presente vistosa congerie documentaria gioverà certamente non solo alla ricostruzione storica più precisa e minuta del problema austro-franco-sardo, ma anche a gettar alcune nuove luci. sull'atteggiamento delle cancellerie europee durante il gioco diplomatico serrato e spesso acrobatico, interrótto bruscamente verso la fin dell'aprile dall'improvviso ultimatum di Vienna alla Sardegna; sulla mentalità politica dei personaggi più ragguardevoli, mentalità, nel complesso, piuttosto arretrata; sull'opinione pubblica dei paesi più interessati, che ebbe un'influenza forse più considerevole che non si creda sul precipitare degli avvenimenti e la cui conoscenza più compiuta che non si abbia oggi è agevolata dai ritagli abbondanti dei giornali dell'epoca, del tutto irreperibili nelle nostre biblioteche, inseriti nei cinque volumi.
Il primo dei anali prende le mosse da una nota del 22 marzo del 1858, attribuita a Napoleone III, per una confederazione italiana sotto la dominazione nominale del Pontefice, senza per altro alcun cangiamento dei corpi territoriali né dei diritti del. sovrani, da riunirsi in dieta sull'esempio della Confederazione germanica, nominata dai vari Stati per trattare degli interessi generali del Paese. Vi fan seguito due altri memoriali, più diffusi: uno, inedito e sconosciuto sinora, sènza nome e senza firma dell'autore, màfene pare sia stato scritto, per suggerimento del sotto-direttore al ministero degli esteri francese M. Faugère, dal Paltrinieri, agente consolare francese a Parma (presenta, nell'insième, rispetto al precedente, non poche varianti); e il secondo del giugno del '56, dovuto con certezza al citato Faugère, che propone anch'esso l'assetto in Italia di una confederazione che, attualmente, nell'impossibilità di un'unione nazionale italiana realizzi almeno un'unione politica tale da preparare per le generazioni future l'avvento dell'unificazione. Son documenti, come ognun vede, degni di notazione, poiché, senza dubbio ispirati dall'Imperatore dei Francesi, testimoniano delle intenzioni sue, di certo sincere, in favore della questione italiana, ma dalla cui realizzazione la Francia avrebbe tratto per altro vantaggi, giusta la memoria, che durante i lavori del Congresso a Parigi gli aveva fatto pervenire il Cavour sopra i mezzi per ricostruire l'Italia nell'interesse dei due Paesi i memoria che deve avergli suscitato una profonda impressione. E in effetti da allora i sogni ambiziosi di una Francia territorialmente ingrandita occupano la sua mente inquieta e taciturna; e ne son la dimostrazione gli atti diplomatici do lui compiuti, e sempre segretamente, tra il '57 e il '58; e cioè: l'alleanza con la Russia del settembre del '57 conclusa a Stoccarda; l'accordo con Cavour a Plombières nel luglio del '58 e il trattato con lo Zar Alessandro XI, stipulato con il tramite del principe Gerolamo, del quale il 5P volarne della nostra documentazione riporta integralmente le due redazioni, dell'ottobre e del novembre, che, tra l'altro, comportavano la piena neutralità della Russia nel caso di una guerra della Sardegna e della Francia contro l'Austria con l'impegno dello Zar dì rompere immediatamente ogni relazione diplomatica con quest'ultima e di riunire sul* l'estrema frontiera della Galizia almeno 150 mila uomini: atti tutti del cui contenuto nulla propriamente si sapeva in Europa. Tuttavia le congetture varie, e come suole in simili contingenze, per lo più contradditorie, ingenerarono ovunque, ma in ispecie in alcune città tedesche (Monaco, tra le altre, e Francoforte) vivissima apprensione e in tutta l'Austria, il cui governo (come apprendiamo da altre fonti) già dal 15 novembre aveva pronto un piano di mobilitazione dell'armata imperiale per un probabile conflitto con la Sardegna e che per intanto stava rafforzando la II armata nel LombardoVeneto e nel dicembre emanava l'ordine ohe si iniziassero presto le operazioni di leva, con evidente fermento delle popolazioni, soprattutto del ceto campagnolo. Questa lunga premessa ho creduto necessaria perchè sia ben chiaro (contrariamente a quel che si legge ancora oggidì nei testi che van per la maggiore) che il dissidio {rancoaustro-sardo non ebbe principio con le famose parole rivolte da Napoleone in tono bonario all'ani basciatore von Hùbncr il 1 gennaio del '59 d arante il ricevimento del corpo diplomatico alle Tuilcries. Esso, come abbiam visto, covava di già nei cuori dei prossimi belligeranti, e l'avvenimento di quel giorno Io rinfocolò. Potrebbe anche darsi oho quelle parole non mirassero, H peri), a scopi certi e prestabiliti; comunque,l'effetto prodotto fu enorme, come ri sa,, tanto che non solo la Francia, ma gran parte dell'Europa d'improvviso furon