Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <311>
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Libri e periodici
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mato) avevan convenuto di stendere un trattato che assicurasse alla Francia da parte della Russia, nel caso di una guerra contro l'Austria, la più benevola neutralità, e che non avrebbe mossa, nel caso di vittoria* nessuna opposizione all'ingrandimento della Casa di Savoia. Napoleone a sua volta assicurava la Russia che i diritti delle Potenze non par­tecipanti al conflitto sarebbero stati rispettati rigorosamente. Il trattato* riportato esso pure per intero nel quinto volume della documentazione* constava di 5 articoli: fu firmato a Parigi per la Russia dal plenipotenziario conte di Kisselef e per la Francia dal Walewski con il perentorio impegno che del contenuto i due firmatari avrebbero conservato per sempre il più assoluto silenzio. Ed invero ne fu sconosciuta per molti anni resistenza o ne furono ignorati comunque ì termini precisi. Il Vabiecchi lo ricorda nel suo eccellente lav oro del 1940 sull" Unificazione italiana, ma nessun accenno se ne incontra oggi nei testi più in uso nelle nostre scuole, e, talvolta* neanche negli scritti degli storici. Non vi è dubbio clic i due sovrani durante il soggiorno a Vienna di Lord Cowley si fossero segreta­mente accordati anche per dar scacco matto all'Inghilterra troppo austrofila. Il Walewski il 17 sera ne informava con telegramma cifrato l'incaricato d'affari a Vienna pour vous sul* con la calda raccomandazione di non farne assolutamente parola con nessuno prima che dalla Russia giungesse al conte Buoi l'invito ufficiale* il che avvenne solo quattro giorni dopo, e cioè il 21 marzo, invito che fu accolto con molta freddezza e con non poche riserve e, tra le altre, che egli avrebbe partecipato al Congresso a condizione che nelle discussioni non ci ai allontanasse dalle regole formulate nel protocollo di Aix-la-Chapelle del 15 no-vembre 1818. Comunque la decisione definitiva sarebbe spettata al suo Imperatore. Ave­vano frattanto aderito* già interpellate, l'Inghilterra e la Prussia: la prima non certo con entusiasmo, perchè si vedeva toglier di mano la funzione, cui tanto teneva, di mediatrice nella contesa tra il Piemonte e l'Austria, e la seconda invece con schietto fervore* perchè l'inaspettato invito l'avrebbe elevata di prestigio di fronte alle Potenze maggiori e minori della Germania. Anzi essa si disse pronta ad usare la sua influenza presso il Gabinetto di Vienna (come apprendiamo dalla documentazione) per farle gradire la proposta desti­nata a scongiurare l'eventualità di una guerra. La sera del 22 anche l'Austria aveva risposto di aderire. E cosi incominciarono le consultazioni, rese ogni giorno più complicate per le divergenze continue di vedute, determinate per lo più dai particolari interessi politici delle cinque. Potenze. Si tenga conto che solo il 7 aprile si riuscì a definire la sede del Congresso, che per altro non si riunì mai; chi designava Ginevra, chi Bruxelles, chi Aixr-hv-Chapeile, chi Roma, chi Karisruhe: hi scelta ultima cadde su Baden. Se­guirono venti giorni convulsi* tra contrasti crescenti: per la definizione del programma-dei Congresso senza mai giungere ad una soddisfacente conclusione, per l'ammissione o no di Cavour e degli altri Stati italiani e particolarmente per la scabrosa questione del disarmo* Sul faticoso processo della vana mediazione, malgrado la scaltra tattica dei diplomatici, non ci fermeremo* perchè ne ha già discorso con perspicacia e con vàlide te­stimonianze su questa stessa rivista il Valsecchi in quattro puntate dell'annata del 1937. Ma da uno spoglio diligente della documentazione saittiana il lettore potrà seguire giorno per giorno* attraverso lo notizie trasmesse al Walewski dai plenipotenziari francesi del­l'Austria, della Prussia, della Russia e dell'Inghilterra con lunghe e attente relazioni o con telegrammi urgenti cifrata, l'andamento delle trattative specie sui punti più discussi. I ri­tagli poi dei giornali delle nazioni europee amiche e nemiche della Francia ci rappresen­tano quotidianamente la reazione della pubblica opinione nell'ansiosa attesa della riso­luzione del dibattito tra il suo alternarsi frequente di alti e bassi e tra il dilagare di voci confuse, promosse con assidua Insistenza da Vienna ohe si ora prezzolata la stampa con lo scopo determinato di suscitare l'odio contro la Francia degli Stati occidentali della Germania, men legati alla politica austrìaca* e di cercar di convincere la Prussia al dovere che le spetterebbe nel caso di un conflitto armato con la Sardegna, a norma del­l'art. 47 della Lega, di portare olla consorella il suo appoggio morale e materiale. E noi frattempo l'Austria continuavo ad armare. Sappiamo ora con certezza che sin dulia fine del febbraio l'Imperatore Francesco Giuseppe aveva ordinata la soppressione del mini­stero delia guerra e si erg riservato por tè tutti gli affari personali e In stessa amministra