Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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315
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Libri e periodici
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dalla Prosata ai primi del luglio; il Walcwski ne dava comunicazione pnrticulièrc il 4 all'ambasciatore a Londra conte Pcrsigny e gli indicava anche i princìpi su cui essa si ispirava, salvo i mutamenti che si sarebbero potuti apportare all'ultima ora* cioè: con federazione dì tutti gli Stati italiani senza eccezione; ingrandimento della Sardegna o sulla Lombardia o sui Ducati; creazione di uno Stato indipendente sotto un granduca; Vicereame laico nelle Legazioni; congresso europeo per riorganizzare l'Italia. Probabilmente (aggiungeva il Walcwski) l'Imperatore Napoleone III avrebbe rinunciato alla Savoia. Mail Reggente chiedeva di essere posto a capo di tutte le forze federali e delle eventuali operazioni diplomatiche, ciò che Francesco Giuseppe non poteva naturalmente accettare per la tema di perdere l'egemonia sino allora goduta in seno alla Confederazione germanica. E cosi la guerra continuò, tant'è che pareva imminente per parte della Francia "assedio di Verona e la flotta dell'ammiraglio Defosses stava per attaccare Venezia. E in effetti il 6 luglio Napoleone ordinava per il mattino successivo lo schieramento delie truppe franco-sarde, e il 7 alle ore quattro (secondo narra con piena conoscenza il Di Nola) attraversò le linee con il suo Stato Maggiore per assicurarsi dell'adempimento degli ordini, dati. Senonchè verso il mezzodì con un nuovo ordine, destando la generale sorpresa, egli prescriveva ohe tutte le soldatesche ritornassero ai propri accampamenti. Che era avvenuto?..:. Ma ben presto si seppe l'imprevista novità che si diffuse assai rapidamente per tutta l'Europa. Le operazioni ernn sospese per un accordo diretto, senza intermediari, convenuto tra i due imperatori. E invero poco prima Francesco Giuseppe aveva risposto favorevolmente alla lettera cortesissima inviatagli il tardo pomerìggio del 5 da Napoleone per mano del generale Fleury (e non il 6, come scrìvono tutti gli storici basandosi sulla data riportata dal Solata nel suo carteggio inedito tra Napoleone e Francesco Giuseppe, pubblicato nella Nuova Antologia del 1923, data erronea perchè tratta da una minuta della lettera., in contrasto con quella della copia esistente nell'Archivio del Ministero degli Affari Esteri di Parigi) gli chiedeva, chiamandolo Monsieur mon frère di fargli sapere se accettava la proposta avanzata da une grande Puissauce per un armistizio. U quale fu, come tutti sanno, firmato 1*11 luglio con la massima concordia e con i più vivi sentimenti (gon parole di Napoleone scritte a Francesco Giuseppe) di alta stima e di sincera amicizia . Ma seguirono, per volontà dell'Austriaco, altri colloqui per regolare e sempre direttamente punti secondari, dopo aver poste le basi dei negoziati . U carteggio edito dal Salata è riportato integralmente nel quinto volume della documentazione saittiana; ma vi è aggiunta una lunga missiva, sconosciuta dal Salata, da Valeggio del IO luglio indirizzata al Principe Alessandro d'Assia, degna di essere resa nota. Napoleone vi afferma di aver colto il momento migliore per avanzare approcci senza interventi esteriori con Francesco Giuseppe poiché entrambi erano nelle identiche condizioni di efficienza militare per trattare onorevolmente e cioè quando non vi era ancora decisamente nò vinto né vincitore. In tali condizioni non fu difficile ragionare freddamente e soprattutto intenderai su di una base fondamentale, e cioè sull'idea, condivisa da ogni Gabinetto d'Europa, che ritolta doveva essere costituita in Stato indipendente, sia in una forma sia in un'altra . E così la guerra ebbe termine proprio quando in Germania, u meglio, negli Stati tedeschi più pedissequamente seguaci dèlia politica di Vienna si riteneva che essa dovesse continuare, poiché l'Austria era ancora (così almeno si dicevo) assai forte; e perciò spingevano i governi a convocare i propri Parlamenti per ottenere dalla Dieta la concentrazione militare della Confederazione sotto un unico comando, affidato alla Prussia, perchè dalla Prussia (era ormai convinzione quasi generale) dipendeva l'avvenire di una Germania forte ed unita, ciò che proprio non voleva Francesco Giuseppe, il quale durante il conflitto fu sempre preoccupato che il comando dell'intero esercito fosso dato al suo temuto rivale, poiché una vittoria ottenuta mediante il suo intervento avrebbe potato dare un colpo fatale all'egemonìa dell'Austria nella Confederazione germanica. Perciò egli accettò in contrasto anche con, lo speranze del suo popolo, di venire a patti con il nemico rinunziando a una provincia che i viennesi giudicavano la piò bella dei suoi possessi. E hi spiegazione ohe dava il Moltke allora, ma lo stesso uwìsò espresse piò tardi, nel 1932, il Kcntunum in uno studia serio a dotto nella Mittlieilungvti