Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
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1963
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pagina
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318
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Libri e periodici
di essere segnalata agli studiosi di storia del Risorgi mento e meriterebbe d'esser tradotta. Essa non si limita, difatti, soltanto a pubblicare i giudizi penetranti di Hcrzen, di Cerni-scevski, di Dobrolinbov su uomini e avvenimenti di quell'età giudizi in parte noti agli studiosi italiani - ma da un quadro dell'importanza che assunse la nostra vicenda risorgimentale in Russia e in tutta l'Europa orientale pubblicando per la prima volta alcuni documenti diplomatici che neppure a noi che ne avevamo (atto, a suo tempo, insistente ricérca era stato doto di poter consultare e di poter pubblicare.
La raccolta è fatta con fine discernimento e il complesso dei documenti e degli scritti (del tutto inediti o poco noti) è di tale importanza che il libro non dovrebbe, comunque, mancare nelle biblioteche italiane.
A. V. Fadcieva, nella sua prefazione, illustra gli scopi della raccolta hi quale non si limita a segnalare l'influenza che il movimento di liberazione nazionale italiano ebbe in Russia, ma riferisce quanto scrittori, memorialisti, uomini politici e letterati russi notavano in quegli anni dagli osservatori di Pietroburgo e di Mosca: l'eco, cioè, che quel movimento aveva sin tra i popoli dell'Asia lontana, tra coloro che s'erano posti in Russia il compito della liberazione dei servi della gleba, tra coloro che sostenevano l'abolizione della schiavitù dei negri nei paesi d'America, e, nell'Europa occidentale, nei centri nei quali già si pensava a una organizzazione internazionale del movimento operaio; a Londra e a Parigi. L'interesse, quindi, dei liberali e dei democratici russi al Risorgimento italiano si inserisce in un contesto più. vasto, tocca tutti i tasti della storia progressiva europea dei XIX secolo, ed è proprio ciò che conferisce a questa intelligente raccolta di scritti russi un particolare valore.
La Fadeieva comincia col notare nella sua introduzione come più della metà dell'Europa era dominata allora dai due vasti imperi dei Romano v e degli Absburgo mentre l'intera penisola balcanica restava ancora sottoposta alla dominazione turca. Il moto di liberazione nazionale, quindi, anche se ebbe in Italia il suo epicentro più clamoroso, era, in realtà, un moto europeo il quale finiva col toccare anche una larghissima parte dell'Europa orientale, la Polonia, l'Ungheria, è noto ma anche la Bulgaria, ma anche Creta che lottava per l'unione con la madre Grecia, la Grecia stessa il cui moto di liberazione dai tempi di Capodistrìa in poi era strettamente legato e ostacolato, al tempo stesso, dalle vicende politiche russe, la Moldavia, la Valacchia, che s'agitavano per la costituzione della nazione romena. Gli scrittori russi che si occupano del Risorgimento con tanta viva simpatia e tonto acume, quindi, anche quando guardano alle vicende della Repubblica romana o veneta o alla guerra del 1859, o alla spedizione del *60, hanno sempre quel vasto quadro dinanzi. Da qui l'interesse e la lucidità delle loro osservazioni. Quell'interesse europeo, così vivo in loro, era accompagnato e animato anche bisogna dirlo da un interesse russo non meno profondo. Nei uberai! moderati, che appoggiavano più o meno il partito di Gorciakov, si trattava dell'interesse a servirsi del Piemonte, particolarmente (alleato alla Francia di Napoleone III) come mezzo di pressione per abbassare ed umiliare quell'Austria il cui tradimento nella guerra di Crimea bruciava ancora. Per i democratici l'interesse russo era dato dalla constatazione che il movimento di liberazione nazionale' in Italia toccava n suo punto più alto proprio nel momento in cui in Russia diventava minaccioso e impetuoso il moto di liberazione dei servi dello gleba che doveva sfociare nella riforma del 1861.
Il Risorgimento fu, quindi, visto dai Russi non tanto come una faccenda interna italiano, ma come uno dei punti eulminanti di un vasto moto internazionale per essi, por vari motivi, di primordiale importanza e fa visto, al tempo stesso, come un moto che rivestiva, un suo particolare interesse di politica interna russa. Il Risorgimento nostro, insomma, suscitò o spinse avanti alcuni motivi fondamentali della politica interna ed estera della Russia di quegli anni. Non fu, per i Russi, un fatto esterno e secondario.
Giustamente la Fadeieva nota come quello stretto legame della politico russa con le cose italiane non. può venir limitato al periodo culminante dell'azione risorgimentale