Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno
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1963
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pagina
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345
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La costituzione guelfa 345
Prina il 20 aprile 1814.*) Documenti, conservati nelTHaus-Hof und Staats-archiv di Vienna, s) indicano che noi tutti abbiamo sbagliato nelTaccettare come autentica questa Costituzione. Nel 1816 gli stessi Austriaci avevano dimostrato senza ombra di dubbio che la Costituzione del 1813 non era che una completa falsificazione. Essi, inoltre, avevano dimostrato anche l'inattendibilità dei rapporti del Dolce, rapporti sui quali il Luzio e altri storici, compreso il sottoscritto, avevano invece posto tanta fiducia.
La Costituzione, in realtà, fu abbozzata nel 1816 per il deliberato scopo di dare una base a una storia fabbricata per estórcere denaro agli Austriaci. I principali personaggi di questa manovra erano il duca di Brindisi, un avventuriero senza scrupoli clie un tempo aveva servito nella polizia di Marat e che più spesso usava il nome di Filipetti e talvolta quello di Ancirotta, e il suo socio Encgildo Frediani, un toscano di nascita che era stato ufficiale nell'esercito di Marat e che nel 1816 faceva a Roma un lavoro a lui molto sgradito.
La storia ebbe inizio a Roma il 10 marzo 1816 quando il duca di Brindisi inviò al ministro russo, generale Thuyll, una relazione in cui pretendeva di aver avuto notizie circa un vasto complotto che stava per scoppiare in Italia. Tre giorni dopo, in un abboccamento con il generale TOSSO, il Brindisi ripetè il suo racconto aggiungendo che i cospiratori erano aiutati e incoraggiati da una grande Potenza, che aveva inviato Lord "William Bcntinck in Italia per dirigere l'intera macchinazione. Thuyll assicurò Filipetti che se avesse potuto offrire una prova inoppugnabile del complotto gli sarebbe stato garantito un sicuro rifugia in Russia e la protezione e la benevolenza dello Zar.3)
J) V. per esempio, Storia di Milano, voi. XIII, L'età napoleonica (1796-1814), Milano, Fondazione Treccani degli Alfieri per la storia di Milano, 1959, p. 327; L. CESIA, L'eccidio del Prina e gli ultimi giorni del regno italico (1824), Milano, Mondadori, 1937, p 185; A. OTTOLINI, La carboneria dalle origini ai primi tentativi insurrezionali (1797 1817), Modena, Soc tip. modenese, 1936, p. 121; A. CAPOGBASSI, L'unità d'Italia nel pensiero di Lord William Bentinck, in Rassegna storica del Risorgimento, XXI (1934), n. 2, p. 247; In., Gl'Inglesi in Italia durante le campagne napoleoniche: Lord W. Bentinck, Bari, Laterza, 1949, pp. 191-93; D. SPADONI, Il sogno unitario e toilsoniano d'un patriota nel 1814-15, in Rassegna storica del Risorgimento, XIII (1926), n. 2, p. 353; la., Federazione e Re d'Italia mancati nel 181415, in Nuova Rivista slorica, X (1931), n. 5-6, pp. 42122; In., Milano e la congiura militare del 1814 per l'indipendenza italiana: Il moto del 20 aprila a Vaccnpazionc austriaca, Modena, Soc. tip. modenese, 1936, pp. 2627; e R. SOIUOA, Ugo Foscolo e il suo amico anglo-italico Augusto Bozzi Granville, in La Lombardia nel Risorgimento italiano, XIII (1928), p. 125.
2) A. COTTOLO non. ti è servito di (meati documenti nel suo II duca di Brindisi. I soli documenti da Ini consultati nel St. A, Vienna sono quelli del fase. LXXYI della PoKzeikorrespondenz, non consultati da me.
a) [GuScciardi], Relazione sulla condotta di Brindisi [luglio 1816], St. A., Vienna, Diego Guicciardi. Geheime Correspondenz, Fasz. I, Primo Protocollo degli Allogati, N. L, ff. 35-36; [Duca, di Brindisi], Particolari di un colloquio con il ministro russo, a. <!., ibid..
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