Rassegna storica del Risorgimento

1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno <1963>   pagina <346>
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R. John Rath
Poiché il generale Thuyll non gli promise subito del denaro, *) è pro­babile che il duca di Brindisi, invece di fornirgli le prove della cospira­zione, si recasse a Firenze dove il 24 marzo fece visita sia al primo ministro e ministro per gli affari esteri toscano, Vittorio Fossombroni, sia al conte A. Appony, allora ministro plenipotenziario asburgico in Toscana. A quest'ultimo egli chiese del denaro e una carrozza per recare di persona notizie estremamente riservate all'Imperatore austriaco e a Mctternicb. Appony informò immediatamente Mctternicb della singolare richiesta del Brindisi.2* Il cancelliere austriaco fu del parere che le rivelazioni di Filipetti fossero degne di ulteriori indagini, poiché era stato informato di recente che uno Svizzero, in punto di morte, aveva reso delle deposizioni, che denunciavano una pericolosa rivoluzione che stava per scoppiare in Italia:3) diede, quindi, istruzioni ad Appony di entrare in trattative con il misterioso duca italiano.4)
Il duca di Brindisi simulava, intanto, una grande ansia per il fatto che il Metternich non si era affrettato ad accettare le sue offerte di delicati e preziosi servigi a favore degli Asburgo e si lamentava, anche, della sua disagiata situazione economica. 5) Quando il ministro austrìaco presso la corte toscana, secondo le istruzioni ricevute, cercò di indurre Brindisi a rivelare a lui il suo segreto, questi sulle prime protestò, dicendo di poterlo comunicare solo all'imperatore o a Metternich, ma alla fine, una volta persuaso che questo stratagemma non funzionava, senza un attimo di esitazione, adottò una nuova tattica e promise ad Appony di rivelargli
Fasz. I, n. 10, Ali. 0. Quest'ultimo documento era tra le carte del duca di Brìndisi confi­scate al suo arresto. Si deve notare che Cutolo, poiché non era al corrente della corri" spondenza segreta tra il conte Guicciardi e il generale Bubua, nella quale sono i particolari della storia, non parla dei contatti del duca di Brindisi con il ministro russo a Roma e di quelli con gli Austriaci a Firenze e a Roma di cui io tratterò in seguito, ma dedica ad essi solo poche righe a proposito della dichiarazione firmata da Brindisi a Piacenza il 27 dicembre 1818, prima di partire per l'America. V. A. CUTOLO, II duca di Brindisi, cit., pp. 62-64.
1) Nella sua dichiarazione firmata il 27 dicembre 1818, Brindisi scrisse che non avendo trovato disposto [il gen. Thuyll] a darmi un pronto riscontro e qualche sussidio, mi recai a Firenze.... Y. A CUTOLO, Il duca di Brindisi, cit., p. 63.
2) [Guicciardi], Relazione cit., f. 56; [Duca di Brindisi] a [Metternich], 25 marzo [1816], et A., Vienna, Diego Guicciardi, Geheimc Correspondenx, Fasz. I, n. 10, Ali. Q. Que­st'ultima era tra le lettere confiscate a Brindisi. Pur ignorando la vera ragione della venuta di Brindisi a Firenze, la polizia toscana fu molto insospettita sulle sue intenzioni e control­lò accoratamente tutti i suoi movimenti. A CUTOLO, Il duca di Brindisi cit., pp. 12-15.
*) Metternich a Bulina, Vienna, 7 luglio 1816, St. A, Vienna, F. M. Graf Buòna, Gehéime Correspondenx, Fasz. I (Jahrgang 1816 u, 1817), n. 4 a, f. 2.
*) Mier a Metternich, Roma, 21 aprile 1816, St. A., Vienna, Diego Guicciardi, Ge­héime Correspondenx, fasz. I, n. 5; [Guicciardi], Relazione, cit,, f. 56.
8} Vedi le due lettere del duca di Brindisi all'ambasciatore Appony, 5 aprile 1816, ibid.. Fan, i, n. 10, ali. Q, f. 2. Sono tra le carte confiscate a Brìndisi.