Rassegna storica del Risorgimento

1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno <1963>   pagina <348>
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R. John Ruth
bolognese ora a Milano. Alla line dell'abboccamento Mier chiese a Filipetti di sottomettergli la lista di tutto le persone coinvolte nel complotto il più presto possibile poiché, se il barone Daiser si fosse dovuto trattenere a Roma troppo a lungo per procurarsi tali carte, potevano sorgere dei so­spetti sia a Roma, sia a Firenze. Brindisi promise a Mier di fornire agli Asburgo le prove inequivocabili di tutto quello che aveva rivelato, ma, poiché era solo da poco tempo a Roma, aveva bisogno ancora di parecchi giorni per avere il materiale pronto. Al momento era stato in grado di parlare solo con pochi cospiratori, ma da quel che aveva saputo temeva che la cospirazione fosse ormai in uno stato molto più avanzato di quel che avesse pensato. Infatti, in quel medesimo giorno due agenti del complotto, un Tirolese di nome Andreis e un certo Divers, tutti e due ufficiali nell'ex legione italiana al servizio inglese, erano stati inviati a Genova con istru­zioni riguardanti il perfezionamento degli ultimi accordi per la rivolta. r) Prima di incontrarsi di nuovo con Mier il giorno seguente, giovedì 18 aprile, secondo gli accordi presi il 17, Brindisi chiese al barone Daiser di andarlo a trovare a casa alle 10 del mattino, poiché doveva comunicargli alcune cose importanti. Quando Daiser arrivò, Brindisi gli disse che desi­derava parlargli in privato poiché Appony gli aveva chiesto di dare tutte le informazioni e le carte direttamente a lui. Daiser lo assicurò che si poteva confidare sia con il conte Mier, sia con lui. Filipetti, allora, prendendo Dai­ser per mano, insinuò che il avait bien encore une autre communication de haute importance che donnera beaucoup de lumières sur la politique du cabinet de St. Petersburg, comunicazione che doveva venir trasmessa immediatamente al principe di Metternich. Egli voleva informarne il solo Daiser perchè, riservandola solo a lui, gli avrebbe procurato lo speciale favore dell'imperatore. Quando Daiser fece presente di non potersi pre­stare a ima tale manovra allo scopo di procurarsi l'approvazione sovrana, Brindisi sembrò abbattersi tanto che per consolarlo Daiser gli dovette promettere di non riferire mai questa conversazione al conte Mier. 2) Dopo questo ingenuo tentativo di accattivarsene il favore, Daiser fu convinto che il duca stava manovrando o per far credere agli Austriaci di esser -ni punto di render loro un favore molto più grande di quel che fosse in realtà, o per gagner le tems pour pouvoir fabriquer des papiers in ap­poggio alle sue false accuse. Molto insospettito sulle intenzioni di Filipetti, Daiser dimenticò a buon motivo le assicurazioni dategli e avvertì Mier
*) Resoconto eli Mier mi suo colloquio con Filipetti del 17 aprile 1 ti 16, annesso come ali. A al dispaccio cit. di Mier a Metternich, Roma, 21 aprile 1816.
2' Resoconto di Daiser sul suo colloquio con Filipetti della mattina del 18 aprile 1816, annesso come ali. B al dispaccio cit. di Mier a Metternich, Roma, 21 aprile 1816.