Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
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1963
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pagina
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349
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La costituzione guelfa 349
dell'intera conversazione.1) Quando Brindisi si incontrò con Mier a mezzogiorno, egli informò il diplomatico asburgico di essersi incontrato, dal suo arrivo a Roma, con molti importanti cospiratori, tra i quali il conte Re. Da questo aveva saputo che il principe Eugenio era implicato nella faccenda e che il numero dei cospiratori era ingrossato per l'inclusione di numerosi ex ufficiali dell'esercito.
Nonostante ciò, il complotto procedeva con lentezza poiché, proprio prima di essere richiamato a Londra, Lord Bentinck aveva dato ordine espresso ai suoi compagni di non intraprendere nessuna azione prima di ricevere istruzioni dirette dalla capitale inglese e di comunicare solo con i due agenti fidati di nome Johns e Marks da lui lasciati in Italia. Comunque, nonostante l'assenza di Bentinck dalla penisola, i cospiratori si riunivano ancora a Roma. In quel momento essi usavano l'abitazione stessa del duca per una loro assemblea. Se il conte austriaco lo desiderava, Brindisi lo avrebbe volentieri nascosto in una stanza attigua al luogo della riunione in modo da fargli ascoltare tutte le conversazioni e convincersi della verità di ciò che egli stesso gli aveva rivelato. Quando Mier, però, gli fece nuove pressioni per avere con sollecitudine i documenti promessi, e Brindisi se la cavò con le solite tergiversazioni, il ministro plenipotenziario asburgico decise che Daiser sarebbe tornato a Firenze il sabato dopo, a sera, avesse o no le carte. Mier insinuò che Metternich sarebbe stato molto contrariato se Daiser fosse stato costretto a partire da Roma a mani vuote. Di fronte a questo idtimatum Filipetti si affrettò ad assicurare Mier che avrebbe avuto pronta la lista dei cospiratori per il sabato, pur dolendosi di non avere il tempo per raccogliere documenti altrettanto interessanti prima della partenza di Daiser. 2) La sera stessa, incontrando casualmente Daiser in un caffé, Brindisi si lagnò con lui per la troppa fretta che Mier gli faceva. ') Nondimeno, quando il giorno dopo, in un luogo e a un'ora stabilita, si incontrò con il ministro plenipotenziario austriaco, le sue prime parole furono che i documenti per Daiser sarebbero stati pronti per il sabato aera. Il suo elenco dei cospiratori avrebbe, però, compreso solo i principali sottocapi nelle varie città d'Italia, e così pure non sarebbe stato in grado di procurarsi alcune altre carte, che aveva sperato di trasmettere agli Austriaci per quel giorno, perchè, se agiva troppo precipitosamente, avrebbe potuto far sorgere dei sospetti nei cospiratori. A tempo debito,
l) Ibid.
M Resoconto di Mier sul suo colloquio con Filipetti dol 18 aprilo 1816, annesso come ali. B al dispaccio eh. di Mier a Mettermeli, Roma, 21 aprile 1816.
3' Resoconto dì Mier sul suo terso colloquio con l'ili petti del 19 aprile 1816, annesso come ali. C al dispaccio cit. di Mier a Mettermeli, Roma, 21 aprile 1816.