Rassegna storica del Risorgimento

1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno <1963>   pagina <352>
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R. John Rath
razione, consisteva in un catechismo e alfabeto in un codice cifrato di "una società segreta, di cui non aveva fatto parola prima del 20 apri­le, e in una lista di quattro nomi. Naturalmente queste magre pro­ve resero gli Austriaci ancor più sospettosi,a) ma il duca di Brindisi continuò ad abbellire il suo racconto. Il 21 aprile egli avvertì Mier che quella stessa notte il generale Pignatclli partiva per Livorno con istruzioni dei capi del complotto. 3) In successive conversazioni con 1 diplomatico austriaco dichiarò che il quaxtier generale della cospirazione stava per esser trasferito da Roma a Genova, dove sarebbe stato più facile creare depositi di armi, munizioni e altri equipaggiamenti e dove gli Inglesi avevano sul popolo una influenza maggiore che in ogni altra parte d'Italia. Pur con­tinuando a sostenere che il governo inglese proteggeva i capi del coni; plotto, pochi giorni dopo raccontò che, prima di partire da Roma, Bentmek si era adoperato per mandare due rappresentanti, uno dei quali era Tito Manzi, a Londra e a Pietroburgo pour implorer la protection de ces denx cours en faveur des voeux unanimes des Italiens pour leur réunion . *)
Brindisi manifestò, infine, una grande preoccupazione di esser so­spettato di tradimento dai suoi associati poiché era costantemente. se­guito da due uomini dall'aria sospetta. 5) Fece, inoltre, presente a Mier che poteva esseremolto più utile agli Austriaci se veniva inviato a Milano, perchè aveva saputo che in questa città era stato costituito un comitato centrale (del quale il barone Treccili era membro) in rapporto diretto con Lord Bentinck per dirigere la progettata rivolta nel Lombardo-Veneto.6) Il 10 maggio Filipetti consegnò al conte Mier un elenco supplementare dei cosiddetti importanti capi della cospirazione, elenco che già si era impegnato di dare agli Austriaci per il 20 aprile. Esso conteneva 191 nomi. I più (36), di Napoli, mentre ventiquattro erano di Bologna, ventitré di Roma e Castelfranco, dodici di Ferrara, undici di Firenze, dieci di Milano; altri ventisei erano di altre città e paesi. Quasi tutti questi nomi ci risultano completamente sconosciuti e, inoltre, la maggior parte delle persone, che il duca aveva indicato come importanti cospiratori nei pre-
w Nessun cenno fu fatto ai guelfi nei resoconti dei colloqui di .Brindisi con Àppony, Mier e Deiiex prima del 20 aprile.
*) V., per esempio, [Guiceiardl], Relazione, cit,, f. 57.
*) Resoconto di Mier del suo quarto colloquio con Filipciifci, cit.
*) Resoconto di Mier del suo decimo colloquio con Filipetti il 3 maggio 1816, Si.. A., Vienna, Diego GuicaiardL Geheime Correapondtìta. Fara. I, n. 3 oli. H.
s> /Wrf.; fGuicciardi], Reiasione* cit., f 57.
) Resoconto di Mier sul suo dodicesimo colloquio con Filipetti il 10 maggio 1816, ibid., Fasz. I, ii. 3, ali. J; fjGuicciardi], Relazione, cit., 57.