Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
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1963
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R. John Ruth
Frediani1) e, poiché questi viveva nella più. nera miseria, lo trovò fin troppo contento di accettare una offerta di amicizia da un personaggio cosi importante. Appony gli permise di dedicargli un suo volumetto e gli diede del denaro per pagare le spese di stampa.2) Al principio, Frediani ostentò del rimorso alla prospettiva di tradire i suoi consociati, ma, dopo che il ministrò austriaco gli promise di tenerlo sotto la sua personale protezione e di far del suo meglio per migliorare la sua attuale situazione, l'informatore abbandonò ogni riserva.3) Nel corso di vari incontri segreti, avvenuti a Roma in giardini pubblici o ville e fra le rovine del Colosseo durante il mese di giugno, Frediani raccontò ad Appony che, dopo aver lasciato l'esercito di Murat, lui e un certo numero di amici avevano fondato a Roma una società politica di tendenza liberale che aveva il fine di adoperarsi per l'unificazione italiana sotto una monarchia costituzionale e liberale. Egli stesso aveva steso il catechismo della associazione. Sperando di guadagnarsi l'appoggio inglese, essi avevano adottato il nome di guelfi, scelto Lord Bentinck come protettore della loro setta e avevano assicurato agli Inglesi, in cambio del loro aiuto, il possesso di tutte le isole che circondano l'Italia, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. Tra i possibili sovrani dell'Italia unita, essi avevano scelto un principe inglese, mentre altre due designazioni accettabili erano il figlio di Napoleone e l'arciduca Carlo. Secondo quanto Frediani disse ad Appony, i guelfi contavano più di 100.000 aderenti. La setta aveva i seguenti gradi: decurione, centurione, prefetto e principe. Un decurione era il capo di dieci cospiratori, un centurione di cento, mi prefetto di mille e il principe di diecimila. Chiunque avesse arruolato dieci persone diveniva decurione e poi centurione se i dieci divenivano, con successivi arruolamenti, cento e cosi via. Quando due guelfi si incontravano uno portava l'indice destro alla fronte, l'altro rispondeva alzando la mano destra. H tocco si eseguiva infilando un anello dopo aver toccato la mano destra con la sinistra; l'abbraccio mettendo la mano destra sulla spalla sinistra e viceversa; il brindisi alzando il bicchiere all'altezza dell'occhio
l) Appony a Mettermeli, Roma, 4 ghigno 1816, annesso come ali. B al dispaccio da Daiser a Guicciardi, Firenze, 15 giugno 1816, ibid. Appony a Guicciardi, Roma, 15 gjngno 1816, ibid., u. 3, ali. O.
a) Molto probabilmente era un volume dì versi intitolato Sciarade al quale fa rife-xlmento D. SPADONI, Gli statuti della Gudfiu cit., pp. 713-14.
3) Appony a Gnicciardit Roma, 15 giugno 1816, St. A., Vienna, Diego Guicciardi. Geheime Comtpondens, Fasz. I, n. 3, ali. 0; Appony a Daiser, Roma, 15 giugno 1816, annesso come ali. A al dispaccio da Daiser a Guicciardi, Firenze, 19 ghigno 1816, ibiùt a. 4.
*) Appony a Guicciardi, Roma, 15 giugno 1816 ibid. n. 3, ali. O; Appony a Daiser Roma, 15 ghigno 1816, annesso come ali. A al dispaccio da Daiser a Guicciardi, Firenze, 19 giugno 1816, ioù/., n. 4.