Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
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1963
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R. John Ruth
tanto che, credendo che Frediani avesse dato agli Austriaci notizie di gran valore e interesse, lo raccomandò caldamente all'imperatore ed espresse la speranza che fosse adeguatamente ricompensato. *>
Gli altri funzionari austriaci in Italia che trattarono con Brindisi e Frediani o che lessero ì rapporti sulle loro conversazioni con Mier, Daiser, Appony e Maglioni, non ebbero, però, di Frediani un'impressione favorevole come quella dell'entusiasta e credulo Appony. In particolare, dopo che Maglioni ebbe consegnato a Lebzeltern una copia del catechismo guelfo steso da Frediani e gli ebbe detto che quest'ultimo aveva montré son pian et le catechismo au due de Brindisi 2) sorse il grave dubbio che Frediani e il duca di Brindisi stessero lavorando in combutta. H 6 luglio, quando Guicciardi ricevette la copia della supposta costituzione guelfa inviatagli da Roma dal conte Appony, egli e il conte Bubna la riconobbero immediatamente come un falso, inteso a dar credibilità ai racconti di Frediani e Brindisi circa l'existence d'une grande conspiration organisée pour tirer de Fargent à nos ministres et obtenir la protection de S.M.I. .8) Una superficiale lettura della costituzione bastò a convincerli che il documento era pieno di idee romantiche mal digerite e troppo in contraddizione per essere opera di un'associazione di persone intelligenti, ed ebbero, quindi, la certezza che non si trattava che di una affrettata opera del Frediani stesso. *)
Prima che la copia della costituzione data da Frediani ad Appony arrivasse a Milano, Guicciardi e Bubna avevano già avuto ampia possibilità di sospettare che il duca di Brindisi non fosse che un piccolo truffatore. Il 27 giugno lo stesso giorno del suo arrivo a Milano il duca si recò dal conte Bubna e lo informò che a Milano esisteva un comitato centrale diretto dall'avvocato Luigi Piantanida, prefetto guelfo sotto i suoi diretti ordini. In successivi incontri, Brindisi confidò a Bubna che, sin dal suo arrivo a Milano, aveva avuto due abboccamenti con Piantanida (in quel momento nella sua casa di campagna intento a scrivere una memoria sulle attuali condizioni dell'Italia, che doveva essere inviata in Inghilterra) e delle conversazioni con il generale Balabio, con i conti Gambarana e
*) Appony a Guicciardi, Roma, 24 giugno 1816, annessa corno ali. B da Appony a Guicciardi, Roma, 3 loglio 1816, Si- A., Vienna, Diego Guicciardi. Geheitne Correapondenz, Fasz, I, n. 6, f. 3.
*) Rapporto di Lebzeltern ralle società segrete italiane, [1816], ibid., n. 3, ali. C, 1; sommario dei rapporti di Lebzeltern nn. 129, 130, 141, e 142 relativo alle società segreto in Italia, a. d., annesso da Appony a Guicciardi, 7 loglio 1816, t'bi'd., n. 3, f. 20.
>) Guicciardi a Mettermeli, Milano, 26 luglio 1816, ibid., Fasz. I, Primo protocollo degli allegati, n. M, f. 63.
*) Md. [Guicciardi], Relazione, cit., ff. 59-60.