Rassegna storica del Risorgimento

1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno <1963>   pagina <363>
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La costituzione guelfa 363
esisteva una costituzione guelfa. La vittima del tranèllo rispose di aver sentito parlare di una costituzione scritta da Lord Holland a Londra, ma di non averla mai vista e di non conoscerne il contenuto. Il giorno dopo, il 9 luglio, il duca di Brindisi visitò nuovamente Bubna, questa volta per dirgli clie- il suo corrispondente da Roma gli aveva comunicato che la co­stituzione guelfa era già stata consegnata al conte Appony a Roma; poi­ché aveva fretta di scrivere ad Appony, chiedeva al comandante militare quale era la via migliore per mandare e ricevere posta da lui, Bubna prò mise di inoltrare egli stesso le lettere di Brindisi. D
L'11 luglio il duca napoletano portò al generale austrìaco la lettera per il conte Appony e una risposta al suo corrispondente a Roma, Pierre Larivera, antico commissario militare francese in Italia, che doveva essere inviata col corriere normale, nella quale Brindisi cercava di avvertire Frediani di non consegnare alle autorità asburgiche in Roma un testo della costituzione diverso da quello che lui aveva incautamente menzio­nato a Milano. Egli, inoltre, voleva dar credito alle notizie da lui fornite tentando, nella lettera, di dar l'impressione dell'effettiva esistenza di due differenti costituzioni guelfe, delle quali la più recente scritta da Lord Hol­land. 3) Sembra che Frediani avesse già cercato di avvertire per mezzo di un comune amico il suo compare di aver consegnato la costituzione ad Appony, ma che Brindisi disgraziatamente non aveva ancora ricevuto questa informazione. s) Se il duca di Brindisi fu turbato per aver commesso l'errore di dare a Bubna un testo della costituzione diverso da quello che il suo socio aveva dato agli Austriaci a Roma, ebbe, però, sempre la faccia tosta di non mostrarlo. Egli continuò quotidianamente a fornire al generale austriaco nuovi nomi di cospiratori, fino a quando, perduta la pazienza, Bubna fissò sabato 13 luglio come ultimo giorno per la consegna dei docu­menti promessi sul comitato centrale a Milano e sulle potenze straniere che aiutavano la cospirazione. Il 13 il duca chiese altri due giorni con la scusa di aver bisogno di tempo per due colloqui con il generale Pino e il conte Porro; la proroga fu concessa.
H 16 luglio il generale Domenico Pino si recò da Bubna per comuni­cargli di essere stato avvicinato da uno straniero, un duca napoletano di nome Brindisi, che diceva di essere in viaggio per la penisola per far proseliti alla eausa dell'in dipendenza. A sua gran sorpresa, Filine tfci gli
i) fGuHiciiinlij, Rotazione, de, IT. 59 e 60.
') Ibid.t ff. 60-61; duca di Brindisi a Larivorn, Milano, 10 luglio 1816, St. A., Vien­na, Diega Giùcciardi, Gaheime Corrispondervi, Fare. 1, n. 10, ali. X. Quest'ultima lotterà era tra le corte confiscate a Brindisi dogli Austriaci.
3) Gaicdardi a Meucrnich, Milano, 20 luglio 1816, ìbid.t Fasa. I, Primo protocollo degli allegati, n. M, f. 63