Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
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1963
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R. John Ruth
aveva rivelato che Gioacchino Murat non eia morto, ma era stato salvato e nascosto in luogo sicuro dal principe Leopoldo di Sicilia. Brindisi aveva anche detto a Pino oltre cose che avevano messo il generale in sospetto, tanto che si era sentito in dovere di informare immediatamente il comandante militare austriaco che il duca era un pericoloso truffatore.
Il 17 Brindisi sottomise a Bubna le importanti prove della cospirazione più volte promesse. Esse consistevano semplicemente in liste di persone che egli accusava di essere pericolosi cospiratori da arrestarsi immediatamente.
Il 18 luglio il conte Bubna, decidendo una volta per tutte di mettere fine alla farsa, rimproverò Brindisi di non aver tenuto fede alle sue solenni promesse, gli rese noto che i suoi documenti non erano che cose senza senso, gli rinfacciò di essere un ciarlatano che o non sapeva nulla sui guelfi o deliberatamente mentiva per ingannare gli Austriaci e spillar loro quattrini. Sulle prime il duca proclamò a gran voce la propria innocenza, poi, cambiando tono, rassicurò Bubna che non doveva temere una rivoluzione. Piantanida e gli altri Lombardi che egli aveva denunciato non volevano compromettersi e la nobiltà milanese e gli ex militari scontenti si rifiutavano di avere a che fare con i cospiratori. *) Credendo pericoloso e poco saggio lasciare in libertà un tale truffatore, Bubna e Guicciardi decisero di arrestarlo. Con un procedimento che fu poi approvato da Metternich, z) per evitare che, arrestando il duca a Milano, potessero venire scoperte le segrete attività poliziesche di Bubna e Guicciardi, essi gli ordinarono di recarsi a Brescia con la scusa di sondare la pubblica opinione nei riguardi dell'Austria. Contemporaneamente, diedero istruzioni al capitano Boditzky dello Stato Maggiore s) di arrestare Filipetti alle porte della città la mattina del 20 luglio, data del suo arrivo, e di tradurlo segretamente nella casa del comandante.*) Da qui egli fu poi portato a Peschiera dove fu ben trattato, ma attentamente sorvegliato.5)
1) [Guicciardi], Relazione, cit., fi". 61-62; Bubna a Metternich, Milano, 25 luglio 1816, St. A., Vienna, F, M. Graf Bubna. Geheime Correspondenz, Fasz. I, n. 5/3, ff. 28.
2) Metternich a Bubna, Vienna, 6 e 16 agosto 1816, ibid., un. 7 a, f, 3, e 9 a, f. 1, 3i Benché nella lettera di Bubna a Metternich, Milano, 25 luglio 1816, iota1., n. 5/3,
f. 8, il nome sia Capitano Boditzky, Cutolo, che trac la sua informazione da una lettera di Bubna a Metternich. del 26 luglio che io non ho visto, dà invece il nome di Capitano Rodintzky. V. A. CUTOLO, // duca di Brindisi, cit., p. 25.
4) Bubna a Metternich, Milano, 25 luglio 1816, St. A., Vienna, F. M. Graf Bubna. Geheime Correspondenz, Fasz. I, n. 5/3, ff. 8-9; Guicciardi a Metternich, Milano, 26 luglio 1816, St. A., Vienna, Diego Guicciardi. Geheime Correspondenz, .Fasz. I, Primo protocollo degli allegati, n. M, f. 63; [Guicciardi], Relazione, cit., t. 62. Vedi anche il rapporto del capitano Rodintzky, Brescia 20 luglio 1816, in A. CUTOLO, // duca di Brindisi, cit., pp. 26-31, circa le scuse e le lamentele che Brindisi fece al capitano dopo il suo arresto a per il racconto di come egli ancora sparasse, almeno apparentemente, di riuscire a fax credere agli Austriaci hi sua storia Intorno alla cospirazione,
s) A. CUTOLO, // duca di Brindisi* citi, p. 25.