Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
anno
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1963
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pagina
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371
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La costituzione guelfa 371
suo processo nel 1822 egli disse ai giudici austriaci che i guelfi erano sorti durante l'ultimo perìodo napoleonico e più particolarmente in Italia all'epoca dell'ultima guerra sostenuta dal Regno Italiano . Dopo la campagna di Murat nel 1815 essa sia andata successivamente sciogliendosi o decomponendosi e riformandosi sotto altre denominazioni in nuove Società che sono sorte in suo luogo . fy Non ci può, quindi, essere dubbio sul fatto che la società guelfa esistette veramente. H racconto dei tentativi di Brindisi e Frediani per ingannare la polizia segreta asburgica prova solo che alcune delle più importanti fonti su cui vari storici, compreso l'autore del presente saggio, hanno basato negli ultimi quaranta anni i loro studi sui guelfi devono essere rifiutate oppure discusse seriamente.
Prima di tutto, bisogna tener conto del fatto che quanto abbiamo scritto finora si basava sulla costituzione guelfa del 15 ottobre 1813; deve, perciò, essere Ietto tenendo presente che questo documento non è che un falso. Le varie liste di cospiratori guelfi consegnate da Brindisi ad Appony a Roma, a Bubna e a Guicciardi a Milano, inoltre, nominavano persone immaginarie o persone che avevano solo la fama di essere di idee liberali. L'altro elenco di guelfi allegato al rapporto Dolce del 15 novembre 1816 e quello consegnato da Frizzi al governatore Saurau e pubblicato da Spadoni, -) sono invece altra cosa, anche se vanno letti con molta diffidenza. Infatti, pur essendo questi due elenchi completamente diversi da quelli dati agli Austriaci da Brindisi, bisogna ricordare che i due informatori si erano procurati i nomi dei cospiratori guelfi da Frediani, che gli asburgici ritenevano un ciarlatano. È da notare che lo stesso Frediani confessò agli Austriaci che non esisteva nessuna lista dei membri della società e che non vi era nessuno che fosse in grado di fornirla . 8) In sede storica si deve essere anche molto attenti nel fare uso di alcune liste di supposti guelfi o di altri pericolosi cospiratori esistenti nella sezione Presidenza di governo. Atti secreti dell'Archivio di Stato di Milano, perché è chiaro che alcuni nomi inclusi in esse sono di persone accusate da Frizzi e da Dolce.
Anche il catechismo guelfo deve essere considerato con sospetto. La copia che Brindisi diede al conte Appony è, con piccole differenze e poche omissioni, la stessa che esiste in copia all'Archivio di Stato di Milano,
*) Treatatreoftìmo ùrterrogiitario di Confalonieri, Milano, 4 settembre 1822, I co-tiltutt di Federico Confahnteri, voli. X-tl, a cimi di F. SALATA;, voi. IV, a cura di A. GrossAm, Bontà, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1940-41, 1966, voi. II, p. 74.
*) V, i suoi Gli statuti detta Gunlfia, bit., pp. 709-10 n.
*> Cit. in A. CUTOLO, Il duca di Brindisit oit., p. 41.