Rassegna storica del Risorgimento
1816 ; AUSTRIA ;"GUELFIA"
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1963
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375
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La costituzione guelfa 375
partecipazione delle società segrete nella rivoluzione del 20 aprile, è l'affermazione di Gioacchino Prati che, cioè, il tribunale del Gran Firmamento aveva già stabilita la morte di Prina 9 (si tratta di un'unica frase in un'unica memoria), oltre ad alcune dichiarazioni rese al momento dello arresto da cospiratori bresciani e milanesi. *)
Ciò che abbiamo scritto sui tentativi fatti da Brindisi e Frediani per raggirare gli Austriaci dovrebbe, inoltre, dimostrare una volta per tutte anche la falsità delle accuse di Dolce e Frizzi contro alcuni cardinali, imputati di aver partecipato alla cospirazione. Lo stesso si può dire sulla affermazione che i guelfi desideravano sostituire, quale protettrice della società, l'Inghilterra con l'Austria. 8) Alcune affermazioni contenute in lavori scritti nel periodo fra le due guerre sui rapporti tra alcuni liberali inglesi e la società guelfa, come per esempio quella che William Bentinck e Lord Holland avessero dettato l'abbozzo della costituzione guelfa, devono essere ormai considerate favole. Certo, però, noi non contestiamo la tesi che gli Inglesi ebbero rapporti con i guelfi, poiché troppe altre testimonianze li collegano con questa società. *) Concludendo, ripetiamo che
) P. FEDBOTTZ, Note autobiografiche del cospiratore trentino Gioacchino Frati, cit., pp. 33-34.
2) Si deve notare che gli Austrìaci non hanno creduto che le società segrete avessero avuto parte nella rivoluzione del 20 aprile. Ho visto un solo rapporto austriaco che pone specificatamente, ma solo indirettamente, in relazione le società segrete, con la rivoluzione del 20 aprile. Il 5 giugno 1816 Guicciardi scrisse a Mettcrnich da Milano che poco prima del 20 aprile esisteva in questa città un partito giacobino compose d'un petit nombte d'officiera et de plusicurs macons mecontents dn prince Eugéne,... avoli des vues xepublicaincs et il étoit en relation avec l'armée Napolitaine . St. A., Vienna, Diego Guicciardi. Geheime Correspondenz, Fasz I, Primo protocollo degli allegati, n. C, f. 43. Guicciardi, però, negò che vi fosse in Lombardia nel 1814 qualcosa come una cospirazione segreta. Ibid., ff. 42-44. Inoltre, dopo aver attentamente indagato su tutti i Milanesi elencati da Dolce come emissari di società segrete nella primavera 1814, il governatore Sanrau affermò che, tranne Confalonieri e Bossi che potevano essere carbonari, nessuna delle accuse di Dolce era vera. Sanrau a Sedlnitzky, Milano, 8 febbraio 1817, A. S. Milano, Presidenza di governo. Atti secreti, 181617, cari. XIH, n. 43/gch.
s) Eapporto cit. di Pietro Dolce, Milano, 15 novembre 1816; memoriale cit. Frizzi sulla setta guelfa, [ottobre 1B16J. V. anche A. Luzio, La massoneria sotto il regno Italico e la restaurazione austrìaca, cit., pp. 319 e 323; D. SPADONI, Gli statuii dotta guelfi, eie,
p, 711.
*) Da ricordare, per esempio, Richard Woisa von Starkonfels, in ANGELO FIU-r-uzzi, Pio IX e la politica austrìaca in Italia dal IBIS al 1848, Firenze, Le Mounier, 1958, p. 85; Raccolta di documenti sulle società segrete note in Italia tra il 1800 e il 1818, in G. PARDI, Nuove notane sull'origini' della Carboneria cit., p. 475; interrogatorio di Costantino Munari da parto del commissario Lancotiì, 10 inanso 1819, in G. BAMBINI, Cor-