Rassegna storica del Risorgimento
GIANNONE PIETRO
anno
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1963
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pagina
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380
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380
Carmelo Caristia
del tutto diverso da* soliti ed assai prezioso (p. 90 e sg.)> perchè dovrebbe indicate l'interesse del Giannone per certi problemi d'indole economica e finanziaria e indicano invece la debolezza de' nuovi metodi. Vero è che anche il Vigezzi è costretto a riconoscere che lo storico ha copiato a man salva dalla IJistoria del Nani e dal Teatro del Parano, ma si è affrettato ad aggiungere che il Giannone anche in ciò va lodato come chi ha saputo scegliere opportunamente e dominare le sue fonti (p. 208). Ed io non voglio indugiarmi a criticare le scoperte del Vigezzi, che voglio anzi pel momento approvare, ma non posso far a meno di rimandare il lettore delle sue e di queste pagine a quanto sta scrìtto in proposito nella Nuova rivista storica del 1954, pp. 123-218.
Ancora più interessante è ciò che il Vigezzi scrìve a proposito del libro IX dell'Istoria, di cui, come s'è visto si erano occupati anche il Bonacci e il Gentile, per ripetere che qui non si tratta di plagi perchè lo storico padroneggia, con l'usata maestria, le sue fonti. Ma qui il Vigezzi è più. sicuro perchè, assistito dalla collaborazione di una signorina, la quale ha saputo egregiamente mettere i punti sugli i, sbaragliando gli avversari con una dissertazione di laurea, svolta nell'Università di Roma (p. 314 e sg.). Se non che né l'uno ne l'altra hanno fatto il minimo caso di certi nomi e di certe testimonianze di elementare importanza. Come mai in queste ricerche che intendono correggere le sviste e gli errori altrui, non figura nemmeno il nome del P. Paoli e non si fa il minimo cenno alla Risposta dello stesso Giannone, già pubblicata da molti anni nelle Opere postume? Il Vigezzi, assorbito nell'analisi e nella ricostruzione de' vari perìodi di cui si occupa l'Istoria civile, trascura del tutto o quasi queste fonti basilari. E non parliamo dell'ISpistoZario, documento di cui il Ni colini ha fatto menzione nella sua preziosa bibliografia e che per tanti giarmonisti è ancora un libro chiuso con sette suggelli. Tenendo presenti le Postume, il Vigezzi si sarebbe, tra l'altro, accorto agevolmente che il giudizio sulla persona e sul pontificato di Gregorio VII, espresso nell'Istoria, va completato con quello che leggiamo nelle stesse Postume e in altri luoghi del Triregno. Piccoli rilievi. Ma debbo sottolineare che in un certo scritto citato dal Vigezzi e di cui egli denunzia vivacemente la contraddittoria superficialità, per non dir peggio e di cui cita il titolo senza precisione, ci sono alcune paginette (7786) da cui il lettore potrebbe trarre qualche profitto. Imparerebbe per lo meno che esistono certe Annotazioni al Libro IX, di cui il Giannone ha tenuto gran conto e per cui ha patito molte amarezze, seguite da un'apposita Risposta*
La verità è che la simpatia, con la quale l'A. di questo libro, che non manca per altro di pregi e di qualche giusta prospettiva, gira attorno al suo personaggio, non gli permette di perdersi in ricerche filologiche, che in verità non dovrebbero mancare in un Libro di tanta mole e cosi impegnativo. Vero è ch'egli ripetè l'augurio del Marini, che cioè quanto prima si riesca a pubblicare un'edizione critica dell'Istoria civile, ma in pratica disdegna ogni ricerca, che vada oltre i limiti déH?A.utobiogrqfia.
Un'edizione crìtica sarebbe senza dubbio di grandissimo giovamento a' nostri studi, anche se estremamente dimoile, perchè non si riuscirà mai a sapere quali e quanti brani da introdurre il Gaposso abbia, di mano in mano che procedeva la stampa, offerto al suo amico o quali e quanti errori di lingua abbia dovuto correggere l'ottimo e fedelissimo Mela. Cose di cui c'informa esattamente la corrispondenza tenuta col fratello Carlo.