Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA ; ROMANIA ; SOLFERINO E SAN MARTINO
anno
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1963
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pagina
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389
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LA BATTAGLIA DI SOLFERINO IN UN CANTO POPOLARE ROMENO
Si sapeva finora di un'eco della battaglia di Solferino soltanto nella letteratura romena colta.
Fra le poesie dedicate da Yasìle Alessandri* allora ministro degli Affari Esteri di Moldavia, alla guerra franco-sardo-austriaca del 1859,*) che l'autore aveva dovuto seguire, per incarico del principe Cuza, dal quartier generale di Napoleone HI, e ne era rimasto vivamente impressionato,2) ve n'è infatti una, che s'ispira ai cruenti scontri del 24 giugno nella campagna lombarda. Essa è il secondo dei tre episodi del lungo poema Coroana viefii (La corona della vita),8) dedicato alle donne d'Italia, e pubblicato dapprima nella Revista Romàna, quindi nella raccolta MàrgàritSrele , del 1863. Idea centrale delle tre parti del poema La serenata , Solferino , Il Bersagliere morente è che La corona della vita è la morte per la Patria . Di qui il titolo del componimento, che non brilla, a dire il vero, per qualità artistiche particolari.
Di recente, però, tornando a sfogliare, per la documentazione di uno studio folcloristico, la nota raccolta di Tache Papahagi Graiul si folklorul Marainu-resului , 4) non senza sorpresa mi sono imbattuto in una balada militare , registrata nel 1922, nel villaggio di Vàleni, dalla bocca di un vecchio, certo Dumi-tru Ivanciuc. Essa è tutta consacrata alla battaglia di Solferino, anzi, per essere, esatti, di Solforili. Si tratta di cinquanta versi assonanti, settenari e ottonari, che descrivono, naturalmente in forma rudimentale e rozza, le impressioni di un soldato austroungàrico, di nazionalità romena, che aveva partecipato alla battaglia. Non poteva essere lo stesso Ivanciuc: avendo questi nel 1922, anno in cui la balada venne registrata, 73 anni, nel 1859 era appena un ragazzetto. 5) Ciò significa, ed è fatto degno di nota, che il canto è stato tramandato, e, quindi, aveva una certa circolazione nella regione nordorientale della Transilvania, dove Papahagi lo raccolse quarant'anni fa.
*) La Magenta (A Magenta), La Palestro (A Palestro). A queste due battaglie A. assistette; non così, a quella di Solferino: il 19 giugno era a Firenze, il 25 giugno era a Roma, nel viaggio di ritorno in patria. Appartengono al medesimo ciclo di poesie italiane del 1859: Pilotai (H pilota), che è Cavour, e Presimfire (Presentimento), quest'ultima scritta a Nizza, poco prima della seconda discesa del poeta in Italia. Gr. AL. MARCH, V. Alecsandri e l'Italia, Roma, 1929; AL. MABCO, Conspìratori si conspìrafii in epoca re-nasterii politine a Romànici, Bucarest, 1930; e l'introduzione dello stesso Marcu a VASILE ALECSANDRI, Càlatorip-M'isiuni diplomatico, Craiova, s. d. Cfr. anche lo studio introduttivo di Elena Ràdulescu-Pogoneanu a VASILE ALECSANDRI, Poezii, Craiova, 1940.
Come risulta da una lettera inviata due anni piti tardi all'amico C. Negri (Vd. Ali.. MARCU, Alecsandri e l'Italia, cit., p. 109).
*) A pp. 111-115 nella edizione Adamescu.
*) Bucarest, 1925. Il canto in questione è a p. 120 e porta il n. CCCCIV.
5) La stessa raccolta Papahagi registra, invece, a p. 157, i ricordi personali del contadino ottantaduenneDumi traVlad, il quale racconta che nel 1859 mi prese il nostro imperatore Ferdinando (sic!) e mi portò in Italia, e combattei a Virona e a Mantova e a SorfUrina: qui fu la battaglia più dura Fino al 1866 rimasi sempre in Italia... .