Rassegna storica del Risorgimento
NAZIONALISMO ; STORIOGRAFIA
anno
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1963
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pagina
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392
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392 Raffaele Molinelli
Armando Saìtta si è inserito, poi, in questo discorso affermando che la tesi della continuità qualitativa tra il nazionalismo risorgimentale e quello del presento secolo deve essere affrontata dalla nostra storiografia se essa non vuol rimanere prigioniera dei suoi miti dell'assoluta purità del processo unitario italiano e dell'assoluta demoniacità del processo unitario tedesco. *)
Da quanto sopra abbiamo esposto, pur senza nulla concedere a interpreta zioni clic vogliano inserire nella storia, per dirla con il Croce, il naturalistico legame di causa ed effetto , 2) ma tenendo conto della continuità del corso storico, per cui il passato pone al futuro un materiale di possibili alternative che il futuro sceglie e manda ad effetto, ci sembra che un esame del movimento nazionalista italiano dei primi anni del secolo 3) possa servire a chiarire meglio anche la storia nazionale degli ultimi quaranta uni ed anche a fissare i dovuti rapporti fra L'Italia risorgimentale e quella nazional-imperialista del nostro secolo.
Questa ci sembra essere anche, in sostanza, la motivazione dell'osservazione mossa dal Sofri al Mack Smith. Ora, proprio come preparazione ad una ricerea storica sul nazionalismo italiano, riteniamo utile esaminare quale fosse la valutazione che il nazionalismo dava di sé, quale posto, cioè, si assegnasse nella storia dell'Italia contemporanea.
Questi primi tentativi di valutazione storica del nazionalismo italiano furono fatti dagli stessi esponenti del nazionalismo proprio per quell'esigenza che ha ogni movimento politico di chiarire a se stesso la propria fisionomia onde collocare e qualificare la propria azione nel contesto delle altre forze politiche.
Che questi giudizi risentano dell'immediatezza e della passionalità e non possano pretendere di assurgere alla dignità dell'autentica valutazione storica, ma rimangano nella sfera del giudizio politico, è cosa ovvia; ma nondimeno il renderci conto della prospettiva storica nella quale il nazionalismo si vedeva ci servirà ad impostare il discorso sulle sue origini e sulla sua natura, a comprendere quale debba essere la sua collocazione, cioè il suo valore e la sua importanza, nella storia contemporanea della nostra società nazionale.
Giuseppe Prezzolini nel 1914, rivendicando a sé e a Papini 1 merito di aver dato inizio al movimento nazionalista in ciò che esso aveva di più fruttifero e di sostanziale, affermava che il nazionalismo era ad un tempo espressione d'un giusto orgoglio del miglioramento materiale, e d'una reazione al disfacimento morale . *)
La compiaciuta constatazione del rigoglioso sviluppo economico italiano all'inizio del secolo, fatta già dal Corradini sin dal 1903 nel manifesto programmatico del Regno ( Dalla guerra d'Affrica in poi per le città e per i campi, per le officine e per i fondachi, il popolo prolifico e paziente si va facendo ogni giorno più iiid ustre ),s) è un po' la giustificazione che il nazionalismo dà della sua
') Art. *., p. 6.
2) B. CROCE, Nuova pagine sparso., Napoli, 1943, voi. I, p. 141.
) L'unica opera dedicata interamente al nazionalismo italiano è quella di P. M. ARCARI. Le elaborazioni della dottrina politica nazionale fra V Unità e l'intervento (1870~ 1914), Firenze, 1934-1939, ricchissimo di notizie e di dati, ma troppo apologetica. Del nazionalismo trattano pure tutte le principali opaco storiche sull'Italia contemporanea.
*) G. PAPINI e G. PREZZOLIMI, Vecchio e nuovo nazionalismo, Milano, 1914, pp. Ili, IV, X.
s) Il Segno, tu I, n. I, 29 novembre 1903, art. Per coloro che risorgono.