Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ; STORIOGRAFIA
anno <1963>   pagina <399>
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Per una storia del nazionalismo italiano
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e capillare diffusione del movimento socialista; essa tende, servendosi è della rampogna e dell'elogio, ad un'opera dì rivirilizzazioue del ceto borghese, che deve assumere direttamente la propria difesa e non attenderla dallo Stato. L'at­teggiamento del Regno è stato definito dal Volpe come nazional-liberale, x' per­chè antistatale; ma l' antistatalismo della rivista ha soprattutto un valore polemico ed esortativo: vuole mettere in evidenza l'operosità della borghesia, della parte vitale della nazione , di fronte all'Italia delle chiacchiere , al­l'Italia politica, parlamentare, democratica e burocratica; vuol essere un modo di far prendere coscienza alla borghesia della sua forza, è un encomio, uno str­inolo, un invito ad operare direttamente per la propria difesa di classe.
L'antisocialismo del Regno, se da mi punto di vista politicosociale assume la fisionomia che proprio ora abbiamo descritto, da un punto di vista psicologico ci appare, poi, come l'espressione di uno stato d'animo di un gruppo di letterati, quasi tutti di estrazione piccolo-borghese, che attraverso la cultura e nella pra­tica della letteratura si sono formati un ideale di vita aristocratico, eroico, anti- bottegaio , antiplebeo, ideale tutto letterario, si capisce, e non realmente vissuto, e che disdegnano, aborriscono quel vasto movimento che si leva dal basso, da quel mondo plebeo che non ha tradizioni culturali e che riduce tutto l'uomo al ventre , che osa innalzarsi alle funzioni e al livello di vita della loro classe.
11 carattere di intransigente opposizione al socialismo del nazionalismo italiano ci è documentato da tutta la pubblicistica e anche dall'attività pratica, si capisce, del movimento. Lo stesso Corradini nel libro // volere d'Italia diceva che fra tutti i partiti il solo veramente antisocialista era quello nazionalista.a) I motivi di quest'opposizione andavano da un atteggiamento classista, come quello che abbiamo descritto come caratteristico del Regno e che possiamo ri­trovare, seppure con maggiore moderazione, nei discorsi di Enrico Barone, il noto economista,9) alla considerazione del socialismo come riduzione dell'uomo alia sola dimensione economica, come individualismo, internazionalismo, paci­fismo, malthusianismo, distributore di miseria e non produttore di ricchezza, secondo quanto riassumeva in un opuscolo divulgativo Alfredo Rocco.*'
Ci si potrà forse obbiettare che in questa nostra convinzione dell'antiso­cialismo come uno dei caratteri fondamentali del nazionalismo italiano non teniamo abbastanza conto delle professioni di simpatia fatte spesso da Corra­dini e da altri nei confronti del sindacalismo rivoluzionario. Ma quando si ri­fletta che certi scambi d'amorosi sensi s) riguardavano solo affinità nel metodo della lotta politica, e che le simpatie nazionaliste si riducevano a constatare con compiacimento il carattere aristocratico, eroico, antiborghese, antiparla­mentare e an ti pacifista del sindacalismo 6) (e questo ci può far anche capire
]) G. VOLPE, L'Italia moderna, Firenze, 1949, voi. 2, p. 368. Sull'interpretazione del nazionalismo da parte del Volpe vedi le acute osservazioni di R. ROMEO, L'Italia moderna e il nazionalismo storiografico. Una discussione, in A. SAITTA, Antologia di critica storica, Bari, 1958, IH voi., pp. 552-553.
2> Op. ciu, p. 163.
3) Vedi ad ce. L'Idea nazionale, 21 dicembre 1911.
*) Op. cit., pp. 30-32.
B) E. CoRTumm, Discorsi polìtici, cit., p. 216.
*) Ibidem, pp. 56, 57, 59; vedi pure La patria lontana, Milano, 1910, pp. 186-187.