Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ; STORIOGRAFIA
anno <1963>   pagina <401>
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Per una storia del nazionalismo italiano 401
La verità è che per i nazionalisti di tale tendenza il nazionalismo si identi­ficava con tin patriottismo virile, che tenesse conto della politica internazionale (la (piale però non significava imperialismo), che non fosse costituzionalmente pacifista, ma che si preoccupasse anche della necessità degli armamenti.
Una ben diversa concezione della vita civile e politica avevano invece i rappresentanti della corrente conservatricereazionaria, che faceva capo al­l'Ideo nazionale, A proposito del rapporto nazioneumanità, ad esempio, Luigi Federzoni diceva nel 1909: Fumanitarismo non è che una fugace utopia ormai tramontata; l'utopia dei pensatori positivisti e dei poeti rimbambiti .1) Questa constatazione, è chiaro, sottintendeva una concezione della vita internazionale che nella prosa di Corradini diventava una vera lotta della giungla e una visione della vita dello Stato che bandiva da sé ogni aspirazione ad una più equa orga­nizzazione soeiale e politica. Sighcle commentava amaramente, a questo pro­posito, nel 1911, che in certi nazionalisti sembrava esservi più odio per il popolo che amore per la nazione.3)
Per gli esponenti di tale corrente il nazionalismo consisteva in una politica di forza e di conquista, in un imperialismo utilitario ed economico, che all'interno trovava il suo sostegno nelle classi più abbienti e nelle istituzioni più tradizio­naliste. Le loro simpatie in politica interna erano per le soluzioni reazionarie, ma, siccome erano ligi ai poteri costituiti, si dichiaravano rispettosi delle libertà costituzionali e delle istituzioni rappresentative. Ecco, ad esempio, come Fran­cesco Coppola, uno dei teorici più qualificati di tale gruppo, rispondeva alle accuse di reazionarismo: se reazionario, egli diceva, significa uno a cui l'individualismo egalitario, umanitario, pacifista, dcmosocialista, provoca il più sincero disgusto, uno a cui gli immortali principi dell'Oltantanove muovono alquanto la nausea, uno a cui le solite acclamazioni antimilitariste ed anticlericali fanno un effetto molto affine allo schifo, allora, sissignore io sono reazionario, forcaiolo e co­dino .8)
In verità, insieme alle numerose dichiarazioni di lealismo costituzionale dell'Idea nazionale e di altri documenti,*) troviamo, negli articoli dello Stesso giornale e nelle altre manifestazioni della propaganda nazionalista, atteggia­menti di chiara simpatia per forme politiche gerarchicamente e rigidamente ordinate, per forme statali del lontano passato. Si parla di disciplina, di sacrifici, di gerarchia, di dovere nazionale, di un patto di solidarietà di famiglia tra le classi della nazione italiana ,5) rivolgcndocisi specialmente alle classi operaie, ma senza offrir loro altra contropartita che la futura potenza nazionale e un ipotetico campo di raccolta più vasto.
Si comprende perciò come i Sighcle, i Rivolta, gli Àrcari che credevano nei valori della democrazia, avevano piena fiducia negli istituti rappresentativi, postulavano il suffragio universale e che, per la loro apertura alle esigenze po­polari, ritenevano che il nazionalismo sarebbe morto se non fosse riuscito ad interessare il proletariato, si trovassero a disagio in tale compagnia e l'abban-
V P. AnCAiir, op, cit., p. 82.
2) S. 'SlGHEf.E, Il nazionalismo a i partiti politici, cit., p. 180.
3) Videa nazionali!, 2 maggio 1912. *) Vedi A. Rocco, op. cit., p. 24
5) Tedi E. CORRADINI, Diamim pulitici, eii.., pp. 102, 204.