Rassegna storica del Risorgimento
NAZIONALISMO ; STORIOGRAFIA
anno
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1963
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pagina
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Raffaele Molinelli
stata sempre assai debole. Infatti nella scuola, ai livelli meno alti, in parte della stampa, nella puhMiristica in genere, nelle manifestazioni patriottiche si era posto quasi sempre l'accento più sull'aspetto di unificazione territoriale e di lotta contro lo straniero del movimento risorgimentale, che su quello di liberazione civile e politica dall'assolutismo. Ciò, si comprende, per quella giustificata soddisfazione degli Italiani di ritrovarsi come nazione dopo eventi tanto rapidi quanto portentosi, di aver finalmente raggiunto l'unità della Patria. Insistere sul concetto di unità della Patria significava pure rafforzare le istituzioni che in tale concetto meglio si identificavano, la Corona, l'apparato statale, l'esercito; ed inoltre quel processo di liberazione civile e politica interna era ancora limitato e ristretto ed insistervi avrebbe significato portare acqua al mulino delle opposizioni democratiche. Bisognava d'altronde creare un culto della Patria, una specie di religione civile, per sostituire gli idoli caduti; ed era un culto più. facile a crearsi nell'entusiasmo dell'ora, perohè fondato sulla commozione dei sentimenti, di quanto non sia, sempre, istituire un culto della libertà che implica una pratica di vita civile difficile e un forte sentimento morale unito ad abito critico.
Vogliamo concludere questo studio sul nazionalismo italiano dicendo che la funzione positiva che si può riconoscere a tale movimento nella storia italiana è quella di aver rafforzato, anche se nella retorica e con la retorica, quel culto della Patria che negli eventi immediatamente successivi sarebbe stato cosi necessario a sostenere il paese impegnato nell'immane conflagrazione (nella quale però esso pure aveva contribuito a gettarlo); la funzione negativa è stata, a tacer d'altro, soprattutto quella, e nessuno l'ha detto meglio di Carlo Morandi, e con così poche parole, che in uno Stato giovane e povero come l'Italia l'infatuazione che esso creò non consentì la valutazione concreta dei problemi e nemmeno il vivificarsi di veri ideali civili ,1' vale a dire che il nazionalismo pose le prime basi nell'opinione pubblica per la retorica delle grandi gesta e soprattutto delle grandi frasi, per quella distrazione della coscienza politica italiana dal lavoro faticoso e paziente di ogni giorno con il quale soltanto si costruisce un paese Civile.
RAFFAELE MOLINELLI
}) C MORANDI, / partiti politici nella storia d'Italia, Firenze, 1945, p. 67. E Luigi Albertini diceva: I nazionalisti, che io miti i paesi si distinguono per non saper diBcor-nere il vero interesse nazionale (/. cft., voi. 1, p. 231).