Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
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1963
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Giampiero Bozzoluto
sdoppiamento nel senso più preciso della parola: a suo parere l'emigrazione polacca pur essendo già singolare e considerevolissima dal punto di vista quantitativo, lo era ancor di più da quello qualitativo, al punto che si poteva parlare di una vera e propria Polonia in esilio.
In generale non si può che sottoscrivere l'affermazione dell'Insigne storico, pur sottolineando che sempre esistette un profondo squilibrio fra emigrazione e paese ed una incapacità del primo di legarsi e comprendere effettivamente il secondo; bisogna anche aggiungere che in particolare, per quanto cioè concerne quella parte dell'emigrazione che venne raggruppandosi attorno al principe e formò il cosiddetto campo di Czartoryski che era Pala moderato-aristocratica degli esuli polacchi, certamente essa mai rappresentò tutto il paese. Ciò è dimostrato in ogni caso dal fatto che non riuscì neppure, nonostante le sue ambizioni e i suoi molteplici tentativi in tal senso, a rappresentare l'intera Grande Emigrazione.
La politica dei conservatori alla cui testa si trovava Czartoryski, si basava sulla ricerca di un appoggio diplomatico anglo-francese per il ristabilimento della Polonia e sulla decisione di ottenere ad ogni costo dallo Stato della Chiesa non solo la cancellazione della condanna pronunciata da Gregorio XVI *) contro l'insurrezione del 1831 e l'esistenza stessa di una Polonia indipendente, ma addirittura un esplicito incoraggiamento alla sua azione che potesse servire quasi da investitura di fronte ai polacchi e come un formidabile strumento di lotta contro la Russia ortodossa. Attorno a questo programma e alla persona del principe Adamo, cui si legava anche il più o meno aperto proposito di una instaurazione dei Czartoryski sul trono della futura Polonia, si venne raggruppando un notevole gruppo di intellettuali, di militari e di aristocratici. Centro di questo gruppo e fulcro della azione e del programma suindicato divenne la residenza del principe, situata a Parigi nell'isola di S. Louis.
Gli appartamenti del principe, in una parola l'Hotel Lambert, succedevano e continuavano, naturalmente fatte le debite proporzioni, Pulawy. Un continuatore ed un epigono, ma nello stesso tempo anche ima miniatura e non soltanto ima caricatura. Questo era vero prima di tutto dal punto di vista politico e doveva esserlo anche dal punto di vista culturale. Come anticamente da tutta la Polonia forze ed intelligenze percorrevano la grande strada fiancheggiata dai magnifici pioppi per trovare nel soleggiato palazzo sulla Vistola stimolo e direzione, così ora a Parigi esse cercavano e trovavano protezione presso il vecchio principe.2)
Per quanto però riguarda la storia della Biblioteca Czartoryski le cose risultano più complicate. Non si può parlare di continuazione delle raccolte di Pulawy e non si può certo parlare di un semplice trasferimento delle raccolte stesse. Le raccolte di Pulawy infatti erano, come si è detto, prevalentemente riunite a Sieniawa. Qui furono murate e custodite da Karol Sieukiewicz che però nel 1834 fu costretto ad abbandonare la Galizia. Le raccolte passarono sotto la cura di Leon Sapieha che con l'approvazione austriaca fece portare a Sieniawa anche quelle che si trovavano a Cracovia. Nel palazzo che non veniva più usato dal 1826 esso furono, grazie alle fatiche di Y ladislaw
1) Enciclica Cum Primum del 9 giugno 1832.
2) M. HANDEI.SM.VS, A. Jerzy Csartoryski, voi. I, pp. 231-32.