Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <418>
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418 Giampiero Bozzolaio
vennero custodite e catalogate fra gli altri da Naruszewicz e vi rimasero fino al 1876; da Kórnik finalmente furono spedite a Cracovia dove, fin dal 1873, era stata trasportata la biblioteca di Sieniawa a causa delle rovinose condizioni dell'edifìcio,
È del 15 novembre 1876 Tatto con cui Wladislaw Czartoryski firmava lo statato della Biblioteca: le due parti, quella proveniente da Kórnik e quella proveniente da Sieniawa venivano finalmente riunite e collocate insieme alle collezioni d'arte e d'antichità raccolte da Czartoryski nel vecchio arsenale della città che era stato offerto dalla municipalità e in una casa contigua comprata dal principe. Dopo tante traversie erano riunite le raccolte che, a parte quelle andate definitivamente perdute e quelle che un po' alla volta provenendo dai più disparati luoghi accrebbero il complessivo patrimonio archivistico e libra­rio, costituiscono oggi la Biblioteca Czartoryski che fino al 1960 conservò la medesima sede. È solo in questi ultimi anni infatti che le raccolte sono state collocate in un nuovo e più decoroso edificio.
Dato che i documenti non erano ancora stati ordinati essi furono dap­prima sfruttati solo da specialisti, ma già dal 1878 veniva aperta la sezione libraria polacca e nel 1879 quella riguardante le pubblicazioni straniere.
Leon Bendkowski ebbe dal 1876 al 1889 la sovraintcndenza sia della parte libraria, sia della parte archivistica, sia di quella museale. Questa unione dei vari settori del Museo Czartoryski in seguito non fu mantenuta e general­mente si ebbero diversi sovraintendenti per ciascun settore. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale curarono la Biblioteca: Boleslaw Biskupski (1889-1918), Jacek Lipski (1918-25), Marion Heitzman (1925-28), Karol Buczek (1929-39). In questi anni, e precisamente nel 1936, le raccolte contavano 150.000 volumi, 296 incunaboli, circa 2.300 pubblicazioni di polonistica del XVI secolo, 2.500 mappe e carte geografiche, 130 atlanti, 1.234 documenti pergamenacei e 8.500 grossi fascicoli o tomi di manoscritti.
Direttori del Museo Czartoryski e quindi anche della Biblioteca e dell'Ar­chivio che ne facevano parte, furono successivamente Jozef >epkowski fino al 1884, Marian Sokolowski (1884-1911), Stanislaw Smolka (1912-1915). Nel 1916 ci fu una interruzione dovuta alla guerra. Dal 1917 diresse il Museo Józef Kallenbach che venne saltuariamente sostituito da Fryderyk Fapee; prese il suo posto Marian Kukiel (1930-39) che con lo scoppiare della guerra venne sosti­tuito dal prof. Komornicki, che fu mandato in un campo di concentramento in Germania; non vi rimase però a lungo e ritornò in patria per riprendere i suoi impegni lasciati interrotti, ma poco dopo venne ucciso per mano tedesca.
Durante l'occupazione nazista la Biblioteca Czartoryski venne affidata ad un curatore germanico che non mutò il personale polacco e che chiuse al pubblico, anche tedesco, la Biblioteca stessa. Le spese relative al manteni­mento del personale, vennero come d'abitudine, sostenute con i fondi pro­venienti dalle rendite del maggiorasco dei Czartoryski che i tedeschi non ave­vano sequestrato. La moderazione dimostrata dai nazisti verso la Biblioteca e in generale verso la proprietà dei Czartoryski è spiegabile non solo con lo speciale statuto cui era soggetta Cracovia': in quanto sede del Governatorato tedesco, ma forse anche con la parentela che legava i principi alla casa reale spagnola, la quale godeva di una certa influenza sul governo franchista, amico dei tedeschi. Queste due ragioni, e l'aver avuto un curatore tedesco ohe difese personalmente le raccolto dalle SS e dalla soldataglia, rese minime le perdite