Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <419>
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La Biblioteca Czartoryski di Cracovia 419
subite dalla Biblioteca durante la guerra. Queste perdite in ogni caso possono essere così attribuite:
a) alle conseguenza dirette degli eventi bellici: riguardano solo i mano­scritta prestati dalla Biblioteca a istituzioni scientifiche o a privati ricercatori non residenti a Cracovia.
Un caso tipico è quello relativo ai manoscritti presi a prestito dal com­pianto M. Handelsman: il grande studioso, che è stato maestro di tanti valenti storici polacchi, si occupava della figura e dell'attività politica di Adam Jerzy Czartoryski ed aveva avuto a prestito dei manoscritti riguardanti i rapporti tra il principe Adamo e l'emigrazione polacca. Handelsman, dopo aver com­piuto il proprio lavoro, sorretto dall'incrollabile decisione di terminarlo prima di cadere vittima del sistematico sterminio operato dai nazisti, riconsegnò i manoscritti ad un archivio di Varsavia. Ciò fu fatale per le sorti dei manoscritti che scomparvero nella tragedia dell'insurrezione di Varsavia. Quel poco che era rimasto nella casa di Handelsman, venne recuperato nel 1945 insieme al lavoro sul principe Czartoryski che venne in seguito pubblicato postumo, a cura di S. Kieniewicz;
b) alle spoliazioni scientifiche effettuate dai tedeschi e che riguarda­rono, tralasciandone altre minori, i manoscritti miniati e i diplomi pergame­nacei di Olkusz che vennero trasportati a Katowice e in Germania. Dopo la guerra essi furono però in gran parte recuperati;
e) alla distruzione delle carte che i russi avevano preso a Pulawy nel 1794 e in seguito nel 183031. Queste carte infatti, soprattutto del tempo del re Stanislao Augusto, erano state restituite secondo gli accordi intercorsi nel 1921 tra la Polonia e l'Unione Sovietica; purtroppo però non furono riportate nella loro sede naturale di Cracovia ma rimasero a Varsavia. A parte queste vicissitudini, la Biblioteca non dovette subire altri danni a causa della guerra. *)
Il nazismo quindi che infuriando e infierendo sulla Polonia più che su ogni altra Nazione coinvolta nella seconda guerra mondiale, ha non solo casual­mente ina spesso anche coscientemente voluto la distruzione di tanta parte del patrimonio librario e archivistico, praticamente ha lasciato intatta la Biblio­teca Czartoryski di Cracovia.
È in questo quadro di incivili e forsennate distruzioni di quello che più onora l'umanità, che la Biblioteca Czartoryski è restata come una solitaria isola intatta in cui la vita scientifica ha potuto fin dalla fine della guerra rian­nodare con una certa continuità le fila interrotte delle ricerche.2)
*) Queste notizie ed altre debbo alla fedele ed indispensabile collaborazione di Jan Wszolek, capace allievo del prof. Wcreszycki, e alla cortesia di tutto il personale della Biblioteca Czartoryski.
2) Dopo la guerra le raccolte furono poste sotto la protezione del Ministero della coltura e dell'arte. Sol Ministero gravò, fino al 1950, tutto il peso economico del manteni­mento della Biblioteca, dato che il maggiorasco fondiario dei principi, da cui fino ad allora erano stati tratti i fondi necessari, era stato diviso tra i contadini con la riforma agraria
del 1946.
Nel 1950 U Musco e la Biblioteca che ne faceva parte, divennero anche formalmente di proprietà statate, conservando però una loro autonoinia.jSfel 1951 divennero una sezione del Museo Nazionale di Cracovia e da allora le raccolte della Biblioteca non hanno un loro