Rassegna storica del Risorgimento

FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno <1963>   pagina <430>
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430 Libri e periodici
Chiosa e Stato nell'Ottocento. Miscellanea in onora di Pietro Pini, a cura di R. AOBEBT, A. M. GniSAi.nEHTi, E. PASSERIN D'ENTREVES; Padova, Editrice Antenore, 2 voli., in 8, pp. 718. L. 8500.
È questa una raccolta di saggi veramente preziosa per la qualità e Paltò interesse della maggior parte di essi, degno t rinato di starna ad uno studioso e ricercatore insigne,* al quali* molto devono gli studi di storia religiosa, e non solo religiosa, in Italia.
Fra i tanti di valore, particolare attenzione merita il saggio di Fausto Fonzi, Docu­menti sul conciliatorismo a suite trattative segrete fra governi italiani e S. Sede dal 1886 al 1897, basato su una larga documentazione inedita tratta principalmente dal carteggio di cinque personaggi, che, sia pure in misura e modi d i versi, ebbero parte notevole nei tenta­tivi eoneiliatoristi del periodo considerato: ToscaneUi, de' Bojani, Lampertico, Barbo-lani e Fazzari. Attraverso lo studio di questi carteggi viene compiuto un primo, impor­tante passo verso una conoscenza più verace e approfondita di un mondo fin qui piuttosto trascurato, malgrado l'interesse storico che presenta, quello cioè dei fautori di conci­liazione, dei mediatori laici ed ecclesiastici, dei rappresentanti segreti del governo italiano o della Segreteria di Stato, dei consiglieri esperti in materie ecclesiastiche . Come osserva l'autore, chi penetra in questo curioso ambiente vi trova, mescolati insieme, informatori intriganti e venali, diplomatici ambiziosi e avventurieri senza scrupoli, gentiluomini e studiosi devoti al trono e all'altare, uomini politici e giornalisti, mercenari e idealisti .
Nel denso e intelligente saggio premesso alla pubblicazione delle lettere, Fonzi mette giustamente in rilievo come alla base del movimento conciliatorista che permeava cospicui settori dell'opinione pubblica italiana, e in ispecie alla base dei vari tentativi dei governi italiani, fra il 1886 ed il 1897, di giungere a qualche forma di accordo con la Santa Sede, erano non solo motivi religiosi, morali, sociali, ma anche, e talora in maniera preminente, motivi politici e principalmente elettorali e coloniali. Cosa del resto ben naturale. Gli anni 1881-1882 segnano certamente una svolta decisiva nella storia della politica interna, estera e coloniale dell'Italia, svolta che viene confermata e accentuata nel 1886-87: vengono allora stabilite le fondamenta sulle quali si muoverà lo Stato ita­liano fino al nostro secolo: in politica interna si ha l'allargamento del suffragio politico; in politica estera la conclusione e poi il rinnovamento della Triplice Alleanza; in politica coloniale l'inizio dell'espansione in Africa con ambizioni anche nel Mediterraneo orientale. Questi avvenimenti già manifestano durante gli ultimi ministeri Depretis le loro conse­guenze sul piano della politica ecclesiastica con il sorgere di tendenze conciliatoriste, tendenze che appaiono già nel 1882, ma che più chiaramente si affermano dal 1886-87. La classe governativa italiana sente sempre più l'utilità e poi la necessità di un appoggio della S. Sede e dei cattolici per il superamento di una grave condizione di debolezza al­l'interno e all'estero. L'allargamento del suffragio, con i progressi dell'Estrema Sinistra nel Parlamento e nel paese, induce molti nomini politici a desiderare l'intervento morale, sociale, politico-elettorale dei cattolici in funzione conservatrice; gli avvenimenti colo­niali e internazionali da Tunisi a Dogali mostrano la debolezza dell'Italia, che da una poli­tica di amicizia con la S. Sede, con la Congregazione di Propaganda e con la Segreteria di Stato, può trarre sicurezza e forza non Soltanto rispetto alla Francia, ma di fronte agli stessi alleati della Triplice .
Com'è noto, tutti i tentativi eoneiliatoristi di questo periodo si spensero fin dalle prime avvisaglie: si ebbero vaghi sondaggi, oscuri ed incerti contatti, ma un vero e sostan­zioso dialogo fra governo italiano e S. Sede non fu mai avviato. E tutte le speranze dei ceti dirigenti conservatori di far uscire gli elettori cattolici dal loro astensionismo e di poter servirsi dei loro voti per far fronte alle sempre crescente pressione delle forze popo­lari, vennero frustrate. L'uitransigentismo cattolico continuava sempre, in ultima analisi, a prevalete eolie correnti piò moderate e sui tentativi di conciliazione a queste cari; e all'indomani delle elezioni del 1897, riferendosi al tentativo concOiatorista operato l'anno precedente da Di Budini, un cattolico conservatore come Giuseppe Gratinala poteva scrivere a mona. Bonomelli : Il Vaticano, dopo aver gabbato Crispì nel 1895, ha gabbato Budini. E dire che il Prinetti aveva l'ingenuità di credere che i cleri-