Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
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1963
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pagina
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437
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Libri e periodici 437
compressione compatto ed unitario potrebbe rivelarsi, se considerato più da vicino, solcato da considerevoli fessure ed incrinazioni; comparirebbero allora all'interno dello stesso schieramento privato divergenze e contrasti di interesse, mutamenti di prospettive nel tempo e legami meno ovvi e tradizionali. Infine è consentito affermare ebe per guanto riguarda Roma non c'è stata proprio nessuna differenza sostanziale tra i vari regimi succedutisi dal 1870 fino agli anni del secondo dopoguerra?
Tutte queste domande dimostrano del resto con il loro stesso spontaneo emergere 1 estrema positività e suggestione del libro: su alcune delle sue conclusioni si potrà dissentire e comunque constatare la necessità di un ulteriore approfondimento storiografico ma non si potrà non ammirarne il vigore e la coerenza.dell'insieme e la modernità dei concetti urbanistici dai quali prende le mosso.. Q jjj pg
FERNANDO MÀJESOTTI, La polemica sull'emigrazione nell'Italia unita (fino alla prima guerra mondiale) (Biblioteca della Nuova rivista storica, 28); Milano-Boma-Napoli-Gittà di Castello, Albrighi e Segati, 1962, in-8, pp. 228. L. 1100.
Non. è tanto l'emigrazione, nei suoi aspetti sociali ed economici, l'oggetto di questa ricerca quanto il giudizio che sull'emigrazione è stato formulato dalle classi dirigenti e dai movimenti politici. Un giudizio niente affatto uniforme nel tempo e fra i vari gruppi, ebe ha dato luogo ad una ampia polemica annunziatasi già nei primi anni di vita unitaria e sviluppatasi vivace via via ebe il fenomeno si è fatto più largo e imponente.
Un problema come quello dell'emigrazione investe un po' tutti i settori della vita dello Stato, interessa la politica estera non meno ebe la politica economica, pone questioni di principio, come quelle dei diritti di libertà del cittadino e dei compiti dello Stato, tocca direttamente, in Italia, il tema del rapporto tra Nord e Sud e del diverso livello economico e sociale delle varie zone del Paese. Cosi il giudizio sull'emigrazione formulato da liberali, socialisti, cattolici e nazionalisti costituisce un test estremamente significativo per vagliare dottrine e affermazioni di principio, per verificare l'autenticità, se cosi può dirsi, di certe posizioni programmatiche dei singoli partiti o gruppi politici.
La ricerca del Manzotti, condotta essenzialmente su fonti edite, documenti trinciali, atti parlamentari e pubblicistica di vario genere, ma che non ha ignorato i fondi relativi all'emigrazione dell'Archivio storico del Ministero degli esteri, segue gli sviluppi della polemica dal suo primo manifestarsi sino allo scoppio della prima guerra mondiale.
Una prima fase della polemica, che comprende il periodo sino al 1880 circa, è caratterizzata, come il Manzotti pone in luce, da un sostanziale dissenso sulla ammissibilità stessa della emigrazione: i tre argomenti classici del pericolo di spopolamento, della carenza di mano d'opera nei campi e della preferenza da darsi alla colonizzazione interna, spingono molti ad auspicare un intervento dello Stato per scoraggiare od impedire l'emigrazione. La test non giunge mai a prevalere, ma vi sono atti del governo che, con i mezzi amministrativi tradizionalmente destinati ad attuare quello che non si può proclamare sul piano dei principi, come circolari ed ordini agli organi periferici, tendono più o meno esplicitamente a ostacolare l'emigrazione. Cosi il Lanza, presidente del Consiglio, invita i prefetti nel 1873 a negare il nulla osta all'espatrio agli indigenti (oltreché ai giovani soggetti agli obblighi di leva), dimenticando, come notava ironicamente il Sennino, che proprio l'indigenza spingeva gli I taliani, in numero crescente, a lasciare la loro terra. I termini di quella circolare, che anche Luigi Luzzatti giudicò severamente, possono oggi apparire paradossali ed assurdi ma sono ben indicativi di una fondamentale incomprensione dei problemi sociali del Paese.
Non mancano, per la verità, voci che già al primo manifestarsi dell'emigrazione di massa ne colgono il preciso significato: Gli Italiani se no vanno, signor ministro, >. aveva dichiarato allo stesso Lanza, nel corso di un dibattito alla Camera nel 1872, il deputato Guglielmo Tocci ... questa emigrazione e la vita ebe si ritira dallo stomaco e dagli arti inferiori, cui il capo nega il nutrimento! Badate a questi fatti se no lo Stato non potrà reggere (p. 15). Conservatori illuminati come il Sonnino o lo Jacmi denunziavano seve-