Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PEPE GUGLIELMO ; STATELLA GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1919>   pagina <150>
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0, Paladino
svolse fin da principio giunsero a Bologna, dovette confessare che le truppe ottenevano per via tutto ciò che volevano.1
La sera del 28 la prima divisione giunse ad Argenta, e il 29 passò a Lugo. Quivi, verso le pomeridiane, il colonnello Zola ricevette , dal locale comandante della Guardia civica un ordine del giorno fir­mato dal Pepe con la stessa data. L'ordine, redatto in forma di pro­clama, che il comandante diceva di dover affiggere per le cantonate secondo le disposizioni di chi lo aveva mandato, dichiarava disertori in presenza del nemico tutti coloro che fra tre giorni non sarebbero tornati in Ferrara, ed invitava le popolazioni ad opporsi alla ritirata dei Napoletani anche con le armi.
Non risulta chiaro dai documenti che sono a mia disposizione, se questa mossa del Pepe fu suggerita a lui da coloro che l'attor­niavano, o se si dovette a sua spontanea iniziativa. A giudicare dalla solita irresolutezza di cui il vecchio generale dette prova in tutto lo -svolgersi degli avvenimenti, sembrerebbe che I* idea del proclama non fosse sua. Comunque sia, questo è certo che, a parte ogni conside­razione sulla forma in cui fu redatto, esso giunse inopportuno in quel momento, e che per riuscire efficace avrebbe dovuto farsi prima. Quando i soldati si rifiutarono la prima volta di andare in­nanzi, e cioè fin dal maggio, sarebbe stato il caso di intimidirli con la minaccia di dichiararli disertori. Ma quando avevano già ini­ziato il ripiegamento, ed erano divenuti riottosi più che mai per aver ottenuto quello che volevano, a che servivano le min accie? Se i capi non avevano più alcuna autorità sui dipendenti al segno - come si s visto - da doverne secondare' tutti i voleri, come avrebbero fatto a costringerli all'osservanza dell' intimazione? D'altra parte, come pote-Tansi chiamare disertori quelli che obbedivano agli ordini del Go­verno? Non si addiceva meglio quella nota d'infamia a chi voleva trascinare i soldati a violare il proprio giuramento? Era strano poi ohe il generale, per costringere le truppe ad obbedirgli, si rivolgesse -agli altri e invocasse l'aiuto delle popolazioni, esortandole, come fece il Pepe, ad opporsi anche con le armi a coloro che si ritiravano. Sa­rebbe stato legittimo domandarsi perchè non vi provvedesse da sé, e preferisse lasciarne il compito agli estranei. Da qualsiasi aspetto dun­que si consideri l'ordine, che il Pepe fece pervenire allo Zola per il
* a CoBiuKTfc Scritti scelti, n,39 e 41. L'ipotesi che le popolazioni Impe­dissero lu ritirata orasi mossa innanzi anche, nel Consiglio del ministri, che la de­liberò, ma l'IscinTBLLÀ la combattè, e I fatti - come si ò risto - gli dettero ragione. Mèmoires, loc. cit.