Rassegna storica del Risorgimento
FONTI ; POLONIA ; CZARTORYSKI (FAMIGLIA)
anno
<
1963
>
pagina
<
455
>
Vita dell1 Istituto
455
fico, fu tra i fondatori della Società di Studi fiumani, per la coi rivista forni la fondamentale Bibliografia storica fiumana. La seconda guerra mondiale travolse ancora le sue severo occupazioni di studioso; egli subì la distruzione della sua ricca biblioteca e prese con la maggioranza dei Fiumani la via del volontario esilio. Fu preside di vari istituti, ultimamente del Doria di Genova ed ebbe pure un incarico all'Istituto di geografia dell'Università, avendo modo di compiere importanti lavori; assunse la presidenza della rinata Società di studi fiumani.
Nell'ultimo decennio egli ha svolto un'intensa attività storiografica, consegnata alle riviste Fiume, La Porta Orientale, Pagine Istriane: in particolare va ricordato l'ampio studio su Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, Volontari fiumani alla prima guerra d'indi pendenza, H distacco di Fiume dalla Croazia (186269). Partecipò, inoltre, con comunicazioni ai Congressi risorgimentali di Trieste e Venezia e a quelli garibaldini di Genova e di Budapest. Dedicò ampie ricerche alla storia diplomatica del biennio 1848-49, soffermandosi in due grossi volami su I rapporti tra il Regno di Sardegna e Venezia negli anni 1848-49, esaminati alla luce d'un ingente materiale inedito degli archivi di Venezia, Milano e Torino, ciò che gli permise di sfatare miti e leggende della agiografia repubblicana come di quella sabandisticn. Gli ultimi saggi, infine, che sono ancora testimonianza della sua attenta e larghissima documentazione e della sua estrema onestà scientifica, sono stati riservati alla Spedizione di Sapri ed i moti di Genova del 1857 e a Bertoni, Mazzini, Cavour ed i soccorsi a Garibaldi. SERGIO CELLA
* * *
MODENA. Una notevole manifestazione, svoltasi a Modena per iniziativa di questo Comitato, con la signorile ospitalità dell'Istituto d'Arte À. Venturi e con la cordiale partecipazione del Cenacolo , si è avuta il 22 maggio. Si trattava di commemorare la figura del modenese Francesco Manfredini (18191863), patriota, scrittore ed educatore, che ebbe non comuni meriti d'ingegno e d'opere, come pure cospicue amicizie e larga rinomanza, mentre oggi il suo nome è caduto in un oblio quasi totale. Il Manfredini, ardente di sentimenti italiani sin dalla giovinezza, trascorsa nei felici Stati di Francesco IV, combattè valorosamente tra i volontari modenesi a Governolo nel 1848, poi come milite della Colonna Forbes segui Garibaldi in ritirata da Terni a San Marino, e quindi dovette trascorrere lunghi anni d'esilio in Toscana, in Liguria e in Piemonte, Animato dalla sua indomita fede patriottica, fu corrispondente clandestino dei giornali italiani che si pubblicarono all'estero sino al 1848 e collaborò anche con insigni patriotti e fuorusciti, tra cui la principessa Belgioioso; intanto coltivò con varie sue pubblicazioni la prosa narrativa, spesso d'influssi guerrazziani, e molto s'occupò di critica d'arte, nella quale era particolarmente versato. Finì, in seguito a nomina avuta dal dittatore Furiui nel 1859, professore di stona nell'Accademia modenese di Belle Arti, dedicando a questo ufficio, con passione e dottrina, le sue ultime fatiche.
Perciò è parso bene rievocare la vita del Manfredini nei locali dell'attuale Istituto d'Arte, che dell'antica Accademia ò il.diretto continuatore. Il discorso commemorativo, tenuto dal prof. Morselli, presidente del Comitato, davanti a un folto pubblico di Autorità, d'insegnanti, di studiosi e di cittadini rivelò elementi biografici documentati assolutamente sconosciuti e nuovi, sicché fu seguito col più. vivo interesse da tutto l'uditorio. Acconne parole furono dette, come introduzione, dall'aw. Orlandini, che è presidente dell'Istituto d'Arto e fa pare porte del Consiglio direttivo del Comitato.
Per passare ad altra materia, va ricordato che quest'anno, come nei precedenti, l'anniversario del 26 moggio 1831 ha avuto una degna eco in città per diretto interessamento del Comitato. Per tale ricorrenza infatti il Presidente ha pubblicato sulla locale Gazzetta dell'Emilia un ampio articolo, a divulgazione e commento d'ano lettera inedita, in cui Polissena Menotti, figlia del Martire, rievocava con dolorosa fierezza il sacrificio paterno.
Nel pomeriggio del 25 i membri del Consiglio direttivo e vari soci, tra cui anche il Big. Costantino Menotti, appartenente a un ramo della gloriosa famiglia, convennero nella