Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PEPE GUGLIELMO ; STATELLA GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1919>   pagina <152>
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G, Paladino
delle cose, che palesava la nessuna autorità sua sull'esercito, senza badare bene a ciò che faceva, coinvolse nell'accusa di diserzione an­che coloro i quali seguivano il suo punto di vista.
Eppure, nello scrivere allo Zola, egli avrebbe dovuto pesar bene le parole, poiché si trattava di una cosa assai delicata e che riguar­dava ciò che di più sacro vi possa essere per un soldato, tanto più. in quanto dette la massima diffusione al suo ordine del giorno, fa­cendolo stampare ed affiggere nei paesi attraverso i quali la truppa doveva passare. Che cosa si sarebbe detto in tutti quei luoghi, che cosa nell'Italia tutta, quando il proclama, come era prevedibile, sa­rebbe stato pubblicato dalla stampa? Non sarebbero apparsi ribelli anche quelli che avevano compiuto il proprio dovere?
Tutto ciò dovette pensare il Laiialle prima di spingersi al passo fatale, di cui la responsabilità risale, almeno Indirettamente, al Pepe, il quale nella sua imprudenza estese l'accusa anche a chi non la meritava.
TJn testimone contemporaneo e forse oculare, il nostro ANONIMA descrisse poco tempo dopo l'avvenimento la tragica scena. Sentiamo le sue parole.: * Lahalle (dopo cwer letto Vuffkno del Pepe) lo in- lasco; tacque; si discosto macchinalmente, avanzando da quei che lo circondavano, e con due colpi di pistola si tolse la vita ! Svea*
* turatamente non fu soccorso, perchè al primo colpo, che dovette o non ferirlo, o appena recargli male, non cadde da cavallo, né si
* credè che lo avesse egli sparato; al secondo* sparato alla bocca, cadde immediatamente privo di vita. Che atroce spettacolo!... Egli K era un eccellente militare, di coraggio, di onore, e con fermezza -!< aveva comandato il reggimento Re AvMgtòeria, soldati di cui Io amavano molto. Aveva resistito però colla persuasione, più che colla fermezza, al torrente che lo trascinava, e d'allora in poi non era più riconoscibile; era divenuto muto, triste e di niun vigore. A qual- cuno aveva lasciato intendere le sue intenzioni, che divennero de- cisa risoluzione al leggere l'ordine di Pepe legalmente rimesso... Egli in altri tempi, conversando con alcuni ufficiali di artiglieria sul suicidio, dichiarava di non ammetterlo affatto, e di credere che l'uomo per niuna ragione potesse attentare alla propria vita ! Egli lasciava in Napoli la moglie giovane e quattro figli, che teneramente amava .1
1 ANONIMO, Nurrasione, eoe. Il suioldio del Iahalle avvenne al passaggio di nn ponte fera I/ugo e Bagnneavallo (L. card. Amat a M. Minghefcti, Bologna, 1 giu­gno 1.848, in Miei riaordì. II, 352). I! ponte 6 - forse - quello detto della Chiusa sul Senio. A. POBBIO, scrivendo di quei giorni alla madre, le dette notizia del tra-